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Il glossario di valutazione d’azienda SIDREA-ANDAF

Glossario andaf

L’ESIGENZA DI UN LINGUAGGIO IN TEMA DI VALUTAZIONE D’AZIENDA E DI SINGOLI ASSET, IN CUI POSSANO RICONOSCERSI ESPERTI DELL’AMBITO ACCADEMICO E DI QUELLO PROFESSIONALE, HA ORIGINATO UNA COLLABORAZIONE TRA SIDREA E ANDAF. IL RISULTATO È IL “SISTEMA DI DEFINIZIONI” DEL “GLOSSARIO ITALIANO DI VALUTAZIONE D’AZIENDA SIDREA-ANDAF”, CHE È DA INTENDERSI NON COME UN PUNTO DI ARRIVO MA COME UNA BASE DI PARTENZA PER UN MIGLIORAMENTO CONTINUO DELLA QUALITÀ DELLE VALUTAZIONI D’AZIENDA IN ITALIA.

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Foundations and trends in business valuation: a bibliometric analysis of 20 years of research

This study provides an overview of the business valuation (BV) literature from 1995 through 2014. We employ bibliometric analysis on a sample of 150 published articles in 27 scientific journals of 4 subject categories. Through a content analysis, it studies the relationships between the subfields of BV. A multiple correspondence analysis provides a map of keywords and a framework to track this literature over the 20-year period. We also investigate major trends in BV literature including the contribution of most productive authors and different countries, variations across publication years, and identifying active research areas and major journal outlets. Our study serves as a resource for future studies by shedding light on how trends in BV research have evolved over time.

Key-Words: Valutazione d’azienda, Business Valuation; Bibliometric analysis; Content analysis; Conceptual structure; Multiple Correspondence Analysis

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La valutazione delle aziende confiscate alla criminalità organizzata: peculiarità, criticità e un’analisi empirica delle perizie estimative

Il D. Lgs. 159/2011 disciplina la materia del sequestro e della successiva confisca delle aziende e dei beni alla criminalità organizzata. Avendo esclusivo riguardo alle aziende, in base a tale normativa, ad una prima fase (il sequestro) in cui la gestione dell’azienda è affidata ad un amministratore giudiziario, ne segue una seconda (la confisca) in cui il complesso aziendale è devoluto al patrimonio dello Stato e gestito dall’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) che ne decreta la destinazione: l’affitto, la vendita o la liquidazione. Ciò che motiva il presente saggio non è soltanto l’assoluta assenza di precedenti lavori sul tema della valutazione delle aziende confiscate alla criminalità organizzata, ma soprattutto l’evidenza di un problema di circolarità viziosa che rischia di rendere vano l’operato dell’ANBSC. Ossia il fatto che le difficoltà dell’Agenzia ad assegnare una destinazione differente dalla liquidazione – pari al 90% delle destinazioni impresse (La Rosa e Paternostro, 2015) – sono imputabili spesso all’assenza di richieste di acquisto/affitto da parte di potenziali soggetti interessati, i quali a loro volta non si appalesano per l’assenza di perizie valutative che possano fornire una base informativa minima per apprezzare il complesso aziendale oggetto di confisca. Del resto, questo circolo vizioso non può spezzarsi con la mera presenza di una perizia di stima, atteso che la stessa, oltre a dovere intervenire tempestivamente, dovrebbe avere un contenuto informativo idoneo allo scopo. […]

Key-Words: Valutazione d’azienda

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La value relevance dei criteri di valutazione dei marchi

L’obiettivo del presente lavoro è quello di comprendere se il valore dei brand di grandi imprese determinato da terze parti indipendenti (Interbrand, Brand Finance e BrandZ) sia value relevant, ossia considerato dagli investitori ai fini della formazione dei prezzi di società quotate. Sempre più spesso l’informativa relativa alla valorizzazione di brand prodotta da terze parti indipendenti viene utilizzata dalla prassi professionale ai fini della stima del valore dei marchi, anche in ragione dell’assenza di validi riferimenti in letteratura che stabiliscano quali siano i migliori criteri di valutazione dei brand. L’approccio metodologico qui utilizzato, basato su una classica analisi di value relevance permette anche di stabilire l’eventuale superiorità di un criterio di valutazione rispetto agli altri, poiché ogni società indipendente adotta un proprio specifico criterio di valutazione del brand. Le analisi effettuate hanno consentito di stabilire che le valutazioni dei brand fornite da Brand Finance, fondate sul criterio del royalty relief applicato dopo aver verificato che le royalties implicite nel criterio siano inferiori agli extraredditi complessivi d’impresa, sono maggiormente value relevant, ossia hanno una superiore capacità esplicativa dei prezzi di borsa delle società per le quali viene effettuata la valutazione del rispettivo brand.

Key-Words: Valutazione d’azienda, brand valuation, value relevance, intangible assets, evaluation methods, stock price

 

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Debt level and the firm levered cost of capital

The cost of capital is one of the most relevant variables in the firm’s valuation models. The well-known models to estimate the cost of capital are based on a defined debt level. Therefore, they can be used only if the debt level is known and constant in the valuation period; consequently, the debt level cannot be defined based on its effects on the cost of capital. The Firm Levered Cost of Capital (FLCC) proposed is a theoretical model structured on the linkage between debt level and the cost of debt through the definition of a non-linear function able to consider debt benefits and costs. Based on FLCC, the firm’s debt level can be defined every time based on its effects on the cost of capital, and then on the firm’s value. In this sense, the FLCC can be considered a theoretical model with a normative function.

Key-Words: Valutazione d’azienda, Capital structure, leverage, cost of capital, firm value, discounted cash flow

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Evoluzione e volatilità del valore dei multipli economici. Un’analisi comparata 2005-2015

I metodi basati sui moltiplicatori costituiscono uno dei criteri più diffusi nell’ambito della valutazione d’azienda. Dal momento che essi sono basati sui valori di borsa o sull’esito di transazioni comparabili, è inevitabile che tale metodologia risenta più di altre delle condizioni contingenti del mercato. Infatti è appurato che in una fase di “euforia economica” i multipli tendono a presentare valori più elevati, mentre in una fase di rallentamento o di recessione scontano gli effetti dell’inevitabile contrazione dei prezzi. Ad esempio, nel settore del lusso – che spazia dall’abbigliamento, ai gioielli, etc. – il multiplo EV/Ebitda nel 2009, primo anno in cui si è presa cognizione del cambiamento strutturale dell’economia, è stato mediamente pari a 5,4x, al di sotto del comparto alimentare (7,7x) e di quello manifatturiero (6,3x). Ai primi venti di ripresa, nel 2012, il medesimo multiplo si è assestato in media a 14,6x, di oltre il 100% superiore a quello dei due settori testé richiamati. Addirittura, se si esaminano i principali deal del luxury realizzati tra il 2012 e il 2013, si registrano multipli dell’Ebitda in taluni casi quasi doppi rispetti a quelli medi, di per sé già elevati, come nel caso dell’acquisizione di Valentino (25,4x), Pomellato (25,6x) e Loro Piana (21,8). Nel 2011 Bulgari è stata scambiata a 28,7x. È dunque evidente che i multipli non sono indipendenti dalla volatilità dei mercati ma, al contrario, essendo basati sui prezzi dei titoli e sui valori di scambio, ne riflettono gli andamenti, talvolta con un effetto amplificato. […]

Key-Words: Valutazione d’azienda

Fig. 2 – Evoluzione del multiplo EV_EBITDA

Fig. 3 – Evoluzione del multiplo EV_EBIT

Fig. 4 – Variazione YoY del multiplo EV_EBITDA

Fig. 5 – Variazione YoY del multiplo EV_EBIT

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La stima del premio per il rischio mediante il modello a tre fattori. Un’analisi empirica del mercato italiano

I procedimenti basati sui flussi attesi, sia reddituali che finanziari, sono quelli più utilizzati nella pratica professionale per la stima del capitale economico (Caramiello 1993; Coda 1966, Copeland et al,. 1991; Ferrero 1966; Guatri, 1990; Massari 1998; Paganelli 1992; Viel et al. 1991; Zanda, Lacchini, Onesti, 2013). Nell’applicazione di tali metodi, il tasso di attualizzazione rappresenta il “fattore critico” poiché una sua stima errata può condurre a risultati fuorvianti nella determinazione del valore economico di un’azienda. Il saggio di sconto può essere definito come il tasso minimo di rendimento, che rende gli azionisti indifferenti tra l’investimento nel capitale d’azienda o in un’attività alternativa. Il tasso in questione può essere calcolato “partendo da un saggio d’interesse per impieghi di capitali sicuri e liquidi ed a frutto conseguibile senza assunzione di rischi d’impresa e senza lavoro (come ad es. impieghi in titoli di Stato) e maggiorando questo saggio in misura più o meno elevata, in relazione al rischio dell’investimento nell’azienda oggetto di stima”. Quanto sopra esposto può essere sintetizzato secondo il seguente algoritmo: ic = i1 + i2, dove: ic è il tasso di attualizzazione o anche detto tasso di congrua remunerazione; i1 rappresenta il tasso di rendimento degli investimenti privi di rischio (free-risk rate); i2 identifica il premio per il rischio. Nella pratica per stimare un tasso di rendimento privo di rischio si fa ricorso al saggio di interesse dei titoli di Stato. […]

Key-Words: Valutazione d’azienda

Tabella – Confronto tra i vari modelli

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La valutazione delle società calcistiche

L’articolo analizza come nel settore delle società calcistiche in cui i risultati economici sono in media negativi, il valore delle società calcistiche non sia correlato ai redditi, bensì ai fatturati. La letteratura ha dimostrato come la redditività del settore è generalmente negativa già a livello della gestione caratteristica, tuttavia, la differenza tra valore di mercato e valore contabile risulta ampiamente positiva, evidenziando come il mercato riconosca a tali società un quid pluris in termini di valore, non spiegato dai metodi più razionali di valutazione delle aziende. Il presente studio ha quindi l’obiettivo di spiegare, attraverso un’analisi empirica, come il valore dell’azienda calcistica non possa essere stimato soltanto sulla base dei risultati economico-finanziari attesi dalla società calcistica, ma occorre considerare i benefici complessivi ritratti dagli azionisti, rappresentati dai benefici privati del controllo e dai benefici socio-emozionali.

Key-Words: Valutazione d’azienda

Tabella 1

Tabella 2

I principali fattori d’incertezza nella valutazione d’azienda.

Copertina_incertezza

 

Negli studi di economia aziendale il fenomeno dell’incertezza è considerato connaturato alla gestione d’azienda e al suo sviluppo dinamico. Il Volume, attraverso i diversi contributi di esperti in materia del Gruppo SIDREA, propone l’obiettivo comune di identificare e analizzare i principali fattori di incertezza nelle stime, studiando l’impatto e i confini di operatività, fino alla gestione intrinseca al processo valutativo: un approfondimento prezioso volto ad un utilizzo dei modelli coerente, razionale e verificabile. La disamina – tra gli altri aspetti – interessa l’incertezza nel business planning, nella determinazione dei flussi da attualizzare, nel vincolo di coerenza tra tassi e flussi, nelle variabili di input, nel range e nell’approssimazione nell’ambito dei valori formulati.

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La valutazione delle aziende dei servizi idrici integrati

L’art. 23-bis (comma 8) del d.l. 112/2008, così come modificato dall’art. 15 del d.l. 135/2009 ha tentato di spingere il comparto dei servizi pubblici locali verso una significativa privatizzazione. In particolare, il settore idrico, considerata l’attenzione che l’opinione pubblica pone sulla “risorsa acqua”, è stato forse quello su cui si sono ravvedute maggiori resistenze. Partendo da queste considerazioni lo scopo del lavoro è valutare – utilizzando un approccio misto, deduttivo-induttivo, tipico delle discipline economico-aziendali – quei gestori del servizio idrico italiano che si configurano come aziende in house providing e aziende miste pubblico-private, individuando il probabile valore della quota che questi avrebbero dovuto cedere a privati in ossequio alle disposizioni dell’art. 23-bis, abolito dal referendum c.d. “salva gestioni” (giugno 2011).

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Article 23-bis of d.l. 112/2008, ad amended by article’s of Decree-Law 135/2009. Has attempted to open to private the public utilities industry, although it has found some constraints with reference to the water sector, because of the emphasis that the public opinion gives to this issue. In a similar environment, this paper aims to evaluate the fair value of the shareholdings that water firms would have had to sell to private investors according to the law provisions (article 23-bis of d.l. 112/2008, abolished by the referendum of June 2011.

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Key words: Firms of Integrated water services, Firm evaluation, Privatization