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La disclosure nei Piani della Performance delle Università italiane. Intenti simbolici vs approcci sostanziali di legittimazione

Negli ultimi anni numerose e pervasive riforme hanno modificato gli assetti istituzionali delle università italiane. Ab origine, il legislatore ambiva a realizzare un rinnovamento per garantire, attraverso l’adozione di misure ad hoc, un maggior grado di autonomia (e, quindi, di responsabilità). Successivamente, a seguito della crisi di legittimazione del sistema universitario derivante da una gestione non improntata ai requisiti di efficacia e di efficienza (Rebora e Turri, 2009; Riccaboni e Galgani, 2010; Ricci e Parnoffi, 2013; Caldarelli et al., 2014), il focus degli interventi si è gradualmente indirizzato verso ulteriori ambiti quali l’apparato di governance, il meccanismo di reclutamento e, non da ultimo, i sistemi amministrativo e informativo-contabile. È opportuno segnalare che, sebbene gli atenei presentino peculiarità distintive tali da richiedere una specifica disamina delle tematiche pocanzi richiamate (D’Alessio, 2012; Mussari e Sostero, 2014), la questione deve collocarsi in seno al complessivo disegno di armonizzazione contabile delle aziende pubbliche – concretizzato nella l. 196/2009 e nel d.lgs. 91/2011 –notoriamente non scevro da critiche da parte di autorevoli studiosi (per tutti, Mussari et al., 2015). Si tratta, difatti, di mutamenti di portata tutt’altro che ridotta, per i quali è ancora poco chiaro se si tratterà di reali innovazioni o, al contrario, di “gattopardo’s revolutions” (Zambon e Saccon, 1993). In questa prospettiva, e con precipuo riferimento al contesto universitario, è certamente degna di nota la rivisitazione dell’attività di programmazione, oggi maggiormente instradata verso un fenomeno di decentramento decisionale che ha condotto gli organi di governo centrale ad abbandonare la funzione di amministratori diretti e ad assumere la regia di “regolatori a distanza” (Cantele et al., 2011, p. 340). […]

Key-Words: contabilità bilancio e reporting delle Università, Piani della Performance, disclosure, legitimacy

Tabella 4 – Frequenze per le Categorie di analisi

Tabella 5 – Frequenze per le informazioni su Obiettivi, indicatori, target e Aree di interesse

Tabella 6 – Risultati del test Anova

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I sistemi di misurazione della performance nelle università: considerazioni critiche sul sistema italiano

Nelle istituzioni universitarie dei Paesi ad economia avanzata sono da tempo in uso sistemi di misurazione della performance, sviluppatisi in parte per effetto delle riforme intervenute in adeguamento alle logiche del New Public Management e in parte a seguito dei processi di armonizzazione dei sistemi educativi che hanno interessato, in particolare, i Paesi Europei. Il presente studio, dopo aver passato in rassegna i sistemi di misurazione della performance adottati nei principali Paesi Europei, analizza in maniera critica l’evoluzione del sistema italiano. Segnatamente, vengono brevemente tracciati gli elementi che caratterizzano i tre aspetti oggetto di valutazione: l’attività di ricerca e didattica, l’attività amministrativa, il trasferimento tecnologico. Il lavoro si concentra in particolare sulle linee guida emanate di recente dall’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) in relazione all’attività amministrativa. Dalla lettura critica dei sistemi attualmente in uso, in particolare in comparazione con i sistemi già ampiamente adottati in altri Paesi, emerge la necessità di acquisire una visione olistica della performance dell’università, per una considerazione unitaria dei risultati raggiunti nel perseguimento delle tre principali missioni che ogni ateneo è chiamato a realizzare.

 

Key-Words: contabilità bilancio e reporting delle università, Sistemi di misurazione della performance, Università, linee guida ANVUR

 

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Il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale negli atenei pubblici italiani: un’analisi testuale sulla comunicazione delle performance

Il passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-patrimoniale, nell’ambito di un più ampio ridisegno degli strumenti informativo contabili degli Atenei italiani, segna un cambiamento radicale non solo sulle modalità di comunicazione “contabile”, ma anche sul sistema delle relazioni interne ed esterne. Un cambiamento così profondo sta, infatti, portando a rivedere processi organizzativi e decisionali interni (Mussari e Sostero 2014) e a ridefinire quali siano gli oggetti di importanti interlocuzioni istituzionali. La modifica di un sistema contabile non significa soltanto apportare un mutamento alle tecniche ed alle metodiche attraverso le quali si realizza la produzione di un sistema di valori; significa sostanzialmente cambiare linguaggio, terminologia e vocabolario della comunicazione aziendale sia esterna sia interna, si tratta, per certi versi, di sovvertire la semantica aziendale (Mussari 2013; Mussari e Sostero 2014). Di conseguenza i cambiamenti nei regimi contabili non possono essere considerati delle operazioni neutre: le transizioni hanno delle implicazioni organizzative significative che vanno monitorate al fine di garantire l’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il presente contributo si posiziona nell’ambito di un’attività di ricerca più ampia che studia l’efficacia del passaggio di regime contabile nell’ambito degli atenei pubblici. In particolare si intende comprendere se e in che modo il passaggio dalla logica finanziaria alla logica economico-patrimoniale sia stato recepito negli atenei italiani e adeguatamente comunicato. […]

Key-Words: contabilità bilancio e reporting delle Università

Tabella 1 – Numero di ricorrenze COFI e COEP

Tabella 2 – Lessico COFI e COEP