Comunicazione non finanziaria e modelli informativi integrati

Come è noto, con particolare enfasi nell’ultima decade, il reporting aziendale ha esteso i propri confini oltre la “tradizionale” comunicazione economico-finanziaria, giungendo a includere quella che viene definita generalmente comunicazione non finanziaria.

Se in una prima fase i contenuti informativi dell’ambito non finanziario, sono prevalentemente riferibili alla disclosure sui rischi e sulle relative politiche di fronteggiamento, in tempi più recenti essi si estendono alle informazioni inerenti la sostenibilità ambientale e sociale, la governance societaria, lo sviluppo dei territori e delle comunità di riferimento, etc.

In tale contesto, inoltre, va considerata anche l’azione regolamentatrice, in particolare del legislatore europeo, che con la direttiva 2014/95/UE, ha recentemente disciplinato un set di contenuti informativi minimi obbligatori in tema di informativa non finanziaria.

Obiettivi del GdS, dunque, sono riconducibili all’approfondimento del tema in una molteplice prospettiva di analisi che contempli le diverse categorie di portatori di interessi coinvolti (in primis: preparers, users e standard setters). Tale approfondimento potrà essere articolato secondo le seguenti ipotizzate linee tematiche:

  • i concetti fondamentali, gli elementi e i principi che realizzano l’integrazione informativa, nella prospettiva della capacità delle aziende di far percepire agli
    stakeholder il proprio processo di creazione del valore nel breve, medio e lungo termine;
  • in che modalità e a quale livello avviene l’integrazione significativa i due contenuti informativi (financial e non-financial);
  • in che misura è possibile valutare il livello di accountability dell’informazione non finanziaria;
  • quali sono i ruoli, le caratteristiche e l’overlapping dei diversi set di principi di riferimento per la disclosure non finanziaria e l’integrazione informativa;
  • qual è il ruolo delle autorità di regolamentazione nel trade-off tra intervento normativo (mandatory disclosure) e discrezionalità (voluntary disclosure).

Una volta costituito, il GdS opererà mediante incontri di studio in presenza e/o a distanza tra i partecipanti con eventuale coinvolgimento anche di esperti esterni; il GdS promuoverà dunque giornate di studio, seminari e convegni, nonché la produzione di volumi collettanei e articoli scientifici; intenderà infine partecipare attivamente al rapporto dialettico con gli standard setter e con il legislatore mediante l’elaborazione di specifici commenti su exposure draft e proposte normative.

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