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Editoriale

Il secondo numero del 2011 consolida e sviluppa innanzi tutto alcune riflessioni sul rapporto tra «Stato e mercato» e sul concetto di «valore pubblico». In passato, il pendolo dei modelli interpretativi e della fiducia dei cittadini ha oscillato più volte tra «pubblico» e «privato», accentuando i vantaggi relativi dell’uno o dell’altro, finché ciò non produceva eccessi che finivano per spingere il pendolo nell’altra direzione. Con la crisi economica mondiale del 2008, il pendolo pareva essersi nuovamente orientato verso il «pubblico». Gli sviluppi più recenti, però, sembrano aver generato una situazione inedita, più complessa e parzialmente contraddittoria. Da un lato, i cittadini si affidano allo Stato perché garantisca in ultima istanza sia la tutela delle opportunità di lavoro, sia l’integrità dei risparmi accumulati. Dall’altro, alla presenza dello Stato nell’economia si imputano la debolezza della crescita economica, l’assenza di innovazione, la sfiducia degli investitori; per «rassicurare i mercati» si moltiplicano così, per esempio, le proposte e le iniziative tese a inserire il pareggio di bilancio del settore pubblico tra i principi costituzionali di numerosi Paesi. […]

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Integrazione pubblico-privato su metodologie e strumenti di controllo gestionale

[Editoriale]

Le finalità della rivista Management Control sono quelle di sviluppare il dibattito scientifico ed il confronto tra mondo accademico e operatori aziendali per l’approfondimento delle tematiche di pianificazione, informazione e controllo, con il ricorso ad un approccio integrato di analisi. Il nuovo approccio di analisi, in particolare, si riferisce alla necessaria integrazione dei sistemi operativi con quelli informativo-contabili, della struttura organizzativa con la tecnologia informatica, dell’analisi revisionale con quella prospettica, anche al fine di raccordare i sistemi di misurazione con quelli di governo aziendale, nel riferimento indistinto ad aziende pubbliche e private, profit e non-profit. Nel presente editoriale l’attenzione è rivolta all’ultimo dei punti sopra indicati, un possibile e auspicabile approccio di analisi integrato pubblico-privato, per indagare sulle uniformità e difformità presenti nei relativi sistemi di governo e controllo gestionale. La riflessione parte necessariamente dalle finalità che tutte le aziende –pubbliche e private, profit e non-profit – dovrebbero perseguire: il soddisfacimento dei bisogni umani e un equilibrio economico a valere nel tempo. […]

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Fr

Il ruolo dei competitor nell’orientamento delle politiche di comunicazione economico finanziaria (The role of competitors on corporate disclosure policies)

Il lavoro si propone di analizzare il ruolo svolto dai competitor sulle politiche comunicative delle imprese. In particolare, si concentra sulle principali forze competitive che influenzano la disclosure e sui processi imitativi (herding). Vengono considerati due particolari tipi di competitor: il leader in disclosure ed il leader in dimensione per verificare la presenza di processi di imitazione informativa e reputazionale. I principali risultati confermano le ipotesi di comportamenti imitativi intrasettoriali e evidenziano un trend di omogeneizzazione delle politiche di comunicazione.

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This paper investigates the role that competitors have on corporate disclosure policies. In particular, it is focus on the main competitive forces that influence corporate disclosure and on herding processes. In order to show the presence of informational and reputational herding processes two types of competitors are considered: the leader in disclosure and the leader in size. The main results support the hypotheses of intraindustry mimicking processes and underline a trend of homogenization of disclosure policies. Key words: corporate disclosure, competitor, informational herding, reputational herding, AIMR, disclosure channels.

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Keywords: corporate disclosure, competitor, informational herding, reputational herding, AIMR, disclosure channels

Fr

Profili evolutivi della regolamentazione dell’attività di revisione

[Audit e professioni contabili]

Nell’anno 2010, due sono state le importanti novità in materia di revisione legale. La prima, in ordine temporale, è stata l’approvazione del Decreto Legislativo 39 del 27 gennaio 2010, pubblicato in G.U. del 23 marzo 2010 (di seguito, anche “Decreto”), che ha recepito nell’ordinamento Italiano, la c.d. nuova VIII Direttiva (direttiva 2006/43/CE). Come auspicato, il Decreto contribuisce senz’altro, sotto taluni profili, a un miglioramento e a una razionalizzazione della disciplina della revisione legale italiana, delineando la struttura portante della disciplina della revisione dei conti annuali e consolidati e delegando molti aspetti operativi a Regolamenti di futura pubblicazione. La seconda, sempre in ordine temporale, è stata la pubblicazione del Green Paper “La politica in materia di revisione contabile: gli insegnamenti della crisi” da parte della Commissione Europea il 13 ottobre 2010. Esaminando dapprima il testo del Decreto, entrato in vigore il 7 aprile 2010, sono evidenti alcune rilevanti novità: – Il Capo II “Abilitazione e Formazione Continua”, in particolare l’art.5, rubricato “Formazione continua”, impone agli iscritti l’obbligo di partecipare a “programmi di aggiornamento professionale, finalizzati al perfezionamento e al mantenimento delle conoscenze teoriche e delle capacità professionali ”. Si tratta di una novità rispetto al passato: il legislatore ha recepito la necessità di aggiornamento specifico per i soggetti che svolgono questa attività; – l’art. 8 “Revisori inattivi”, inserito nel Capo III che regola il “Registro”, introduce una disciplina specifica per i revisori che, pur essendo iscritti al registro, non svolgono l’attività, istituendo una sezione ad hoc nel registro stesso; – l’intero complesso regolato dal Capo IV “Svolgimento della revisione legale” costituisce in parte una novità ed in parte un aggiornamento di quanto già presente nel nostro ordinamento. In questo Capo, che riveste primaria rilevanza, è disciplinata con chiarezza la definizione delle modalità professionali secondo le quali deve essere svolta la revisione; positivo è infatti l’obbligo sancito dal Decreto di svolgere la revisione secondo i principi di revisione internazionali adottati dalla Commissione Europea, a prescindere dalle caratteristiche del soggetto incaricato e dal tipo di società il cui bilancio è sottoposto a revisione. […]

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Editoriale

Il primo numero del 2011 prosegue la riflessione sull’attività di ricerca nel campo del management pubblico, per poi approfondire ancora una volta tematiche diverse (stakeholder management, partnership pubblico-privato e loro riflessi contabili, bilancio consolidato) per differenti classi di aziende (comunità montane, enti locali, aziende sanitarie, aziende di volontariato). Il contributo alla riflessione sull’attività di ricerca nel campo del management pubblico verte sull’utilizzo degli indici bibliometrici quali strumento per la valutazione dei ricercatori e delle strutture di ricerca. Si tratta evidentemente di un tema particolarmente critico, considerato che: (i) sta emergendo anche nel nostro Paese la consapevolezza di dover accrescere la qualità della ricerca, anche nella direzione di una più ampia partecipazione di studiosi italiani al dibattito scientifico internazionale; (ii) si sta, quindi, diffondendo una maggiore attenzione verso i meccanismi di valutazione dell’attività di ricerca; (iii) pertanto, sorge la necessità di sviluppare indicatori sufficientemente sintetici, affidabili e condivisi di qualità delle pubblicazioni; (iv) alcune Università e società scientifiche (tra cui, significativamente, l’Accademia Italiana di Economia Aziendale) hanno già avviato importanti iniziative in tal senso, nonostante le difficoltà e gli inevitabili margini di arbitrarietà che ciò comporta, ma riconoscendo che l’unica alternativa (senz’altro peggiore) sarebbe quella di farsi imporre i criteri di valutazione da soggetti esterni (burocrati, consulenti, colleghi di altre discipline).[…]

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Il trattamento contabile degli oneri di urbanizzazione nelle realtà comunali. Il “punto di vista” dei Responsabili dei servizi finanziari (The accounting treatment of urbanization proceeds in the municipalities. The “point of view” of the financial service menagers)

Nel corso degli ultimi anni, un ampio dibattito è sorto con riferimento alla natura degli oneri di urbanizzazione e alla loro destinazione nel bilancio di previsione annuale. Le diverse interpretazioni che, nel corso dell’ultimo decennio, si sono susseguite a tal riguardo possono essere ascritte al comportamento ondivago del Legislatore che, di volta in volta, ha inserito o soppresso vincoli all’impiego degli oneri di urbanizzazione per il finanziamento della spesa. È appena il caso di notare che il trattamento contabile degli oneri di urbanizzazione può incidere in maniera significativa sul rispetto degli equilibri finanziari del bilancio di previsione annuale dei comuni. Gli oneri di urbanizzazione costituiscono, infatti, entrate non ripetitive, che presentano un gettito estremamente variabile nel corso del tempo. Nel presente lavoro, si illustrano gli esiti di un’indagine empirica che ha coinvolto 106 Responsabili dei servizi finanziari operanti in Regione Puglia al fine di: 1) illustrare le “percezioni” e i comportamenti più diffusi in materia di trattamento contabile degli oneri di urbanizzazione; 2) analizzare l’impatto che le differenti scelte contabili adottate con riferimento ai proventi in parola sono in grado di generare sulla salvaguardia degli equilibri finanziari del bilancio di previsione annuale.

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During the last years, a great debate about accounting treatment of urbanization proceeds has arisen. The various interpretations that, in the course of the last decade, have been proposed on this matter can be ascribed to the behaviour of the Italian Legislator that, from time to time, has inserted or deleted constraints to the use of urbanization proceeds. Moreover, it is known that the accounting treatment of urbanization proceeds may have a great impact on the financial equilibriums of the annual budget of municipalities. The urbanization proceeds are, in fact, not repetitive and highly variable revenues. In this paper, after having briefly analysed the main steps of the normative evolution about accounting treatment of urbanization proceeds, the “point of view” of 106 financial services managers is investigated in order to 1) describe the most common behaviours with reference to some relevant issues that relate the accounting treatment of urbanization proceeds; 2) determine the effects that the accounting treatment of urbanization proceeds may have on financial stability of municipalities (in particular, on the financial equilibriums of the annual budget). Findings and implications are discussed.

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Keywords:  urbanization proceeds, municipalities, annual budget, financial equilibriums

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Capacità e possibilità di incidenza nel processo di formazione delle regole europee quale ambito di ricerca universitaria

[Editoriale]

È un dato di fatto che la normativa riguardante la comunicazione finanziaria delle imprese italiane discenda dalle decisioni della Commissione Europea; tali decisioni si traducono in Direttive e Regolamenti che l’Italia, come Paese membro, può solo applicare, al limite esercitando solo alcune opzioni laddove permesse dalle norme Comunitarie. Tale approccio caratterizza ormai non solo le regole applicabili alla materia del bilancio e della contabilità, ma anche alla comunicazione finanziaria di tipo non contabile delle società quotate, come informazioni da fornire circa gli assetti proprietari e di governance, operatività sui titoli, e altro ancora. Il fenomeno in parola è stato affrontato dagli studiosi delle nostre discipline con vari atteggiamenti. Si può adottare un atteggiamento “reazionario”, intendendo il comportamento di coloro che criticano le innovazioni normative di derivazione extranazionale, proclamando la superiorità dell’approccio nazionale. Tale atteggiamento, per quanto dignitoso moralmente e intellettualmente lodevole, riveste ben scarsa utilità pratica, tenuto conto che le realtà aziendali dovranno inevitabilmente muoversi secondo le nuove regole. […]

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Pratiche di stakeholder management nella gestione dei rifiuti: il caso della Comunità Montana “Molise Centrale”

L’obiettivo del lavoro è studiare il funzionamento della Gestione Integrata dei Rifiuti a livello locale, con particolare attenzione all’organo di governo e alle sue relazioni con gli stakeholder. Utilizzando la stakeholder mapping e indagando le relazioni che si instaurano nel sistema, il focus è diretto ad analizzare l’Organo di governo del territorio (Odg), nel caso specifico la Comunità Montana “Molise Centrale”. La ricerca intende contribuire al dibattito in merito ai network pubblici e sul ruolo dell’attore pubblico nella gestione delle public utilities. Inoltre, evidenzia l’importanza dello stakeholder management come insieme di pratiche manageriali indispensabili anche per un ente pubblico per una più efficace gestione integrata dei rifiuti.

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The paper studies the functioning of integrated waste management at local level, with particular attention to the governing body and its relations with stakeholders. Using the stakeholder mapping and investigating the relationships in the system, the attention is focused on the governing body of the territory (Odg), specifically the Mountain Community “Molise Centrale”. The aim is to contribute to the debate about the public network and the role of the public actor in the management of public utilities. Furthermore, the research emphasizes the importance of stakeholder management as a set of management practices necessary for a public entity in an optimal model of integrated waste management.

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Key words: Stakeholder management, Waste management, Case study

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Il Public Management e l’Impact Factor depresso

L’articolo analizza i rischi connessi alle modalità di utilizzo degli indici bibliometrici adottate nelle università italiane per la valutazione comparativa della produttività scientifica nell’ambito disciplinare del Public Management. Si propone quindi un sistema alternativo, che tenta di correggere alcuni degli effetti distorsivi generati dalle metodologie attuali.

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The present paper reviews the risks attached to the use of the bibliometric indices currently in use in Italian Universities for the assessment of scientific works in the field of Public Management. The work proposes an alternative way of consolidating journal lists and rankings, which tries to solve some of the negative side effects generated by the ranking methods in use at the moment.

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Key words: Public Management, Impact factor, Research assessment

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Country effects on European mandatory disclosure of financial key performance indicators (Gli effetti dell’ambiente sulla disclosure obbligatoria di indicatori di prestazione economico-finanziaria)

European Union Directive 51/2003 requires the publication of Financial Key Performance Indicators (FKPIs) in order to standardize this practice. We aim to test whether and to what extent the directive realizes the standardization of FKPIs. Because country factors are obstacles that the international standardization process intends to remove, we study their influence on disclosure practices in two very different countries in terms of cultural, economic, and regulation environments: Italy and the United Kingdom. Disclosure practices involve two dimensions: the quantity of indicators published and their quality. Quality is measured in terms of compliance with qualitative characteristics advocated by the IASB’s Framework. We select a representative sample of listed companies in both countries. The FKPI quantity and quality are hand collected from their 2008 annual reports. After controlling for leverage, industry, size, and profitability, we find that the number of indicators published in an annual report does not vary by country. The Directive may have helped this process. On the other hand, country factors drive the quality of FKPI communication. Thus, this finding suggests that standard setters and regulators should shift their attention to the quality aspects of FKPIs.

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Keywords: financial ratios, mandatory information, management commentary, information quality

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Gruppi di aziende non profit di volontariato e bilancio consolidato: prime implicazioni teoriche

Nel contesto del dibattito sulla responsabilità sociale si afferma sempre di piú l’opportunità di avviare efficaci collaborazioni tra pubblico e privato che consentano di responsabilizzare socialmente non solo le singole aziende, ma il sistema economico nel complesso. L’articolo si propone di analizzare dal punto di vista teorico i gruppi di aziende di volontariato ed il loro bilancio consolidato quale strumento di controllo della sostenibilità economica e sociale delle stesse. In particolare, lo studio si focalizza sul bilancio consolidato, evidenziandone la funzione di rappresentare gli effetti dei processi di produzione sia all’interno dei gruppi aziendali sia all’esterno di essi.

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A new challenge in the social responsibility area debate is to find fruitful cooperation between the public and private sectors with the aim of spreading the social responsibility mindset in the single economic units and in the whole economic system. The aim of this paper is to analyze, from a theoretical accounting perspective, voluntary organization’s networks and their consolidated balance sheet intended as a tool for monitoring both their economic and social sustainability. This study focuses in particular on the consolidated statement’s role in presenting the efforts of the network’s activities to both internal and esternal users.

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Key words: Voluntary organization, Networks, Sustainability, Responsibility, Consolidated financial statement

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IAS-IFRS e rendicontazione socio-ambientale: una verifica della estendibilità dei principi generali del Framework alla valutazione della qualità dei documenti volontari (IAS-IFRS and social and environmental accounting reporting: a review of the extensibility of the Framework’s general principles to assess the quality of volunteer disclosures)

Obiettivo del presente lavoro è investigare sull’osservanza delle caratteristiche qualitative individuate dal Framework IASB nella predisposizione dei bilanci sociali e di sostenibilità, evidenziando al contempo la necessità di introdurre l’obbligatorietà del rispetto dei medesimi, in quanto elementi ritenuti imprescindibili per la produzione di documenti socio-ambientali attendibili. Nello specifico, lo studio empirico è fondato sull’analisi dei report pubblicati da un campione di imprese quotate nel periodo 2004-2008, con l’intento di verificare, attraverso un’indagine quali-quantitativa l’”utilità” dei bilanci socio-ambientali, la quale dipende dalla comprensibilità, significatività, attendibilità e comparabilità delle informazioni in essi contenute. I dati rilevati, statisticamente elaborati, rappresentano l’atteggiamento qualitativo di risposta delle società alle caratteristiche individuate dal Framework, quale scelta consapevole o inconsapevole di allineamento ad esse.

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The aim of this work is to investigate the compliance with the qualitative characteristics identified by the IASB Framework in preparing social and sustainability reports, while highlighting the need to introduce the mandatory respect for themselves as elements considered essential for the production of reliable social and environmental disclosures. In particular, the empirical study is based on the analysis of published reports from a sample of Italian listed companies in the period 2004-2008, with the intent to verify, through a qualitative and quantitative investigation, the effectiveness of socio-environmental reports, which depends on the understandability, relevance, reliability and comparability of the information contained therein. The data collected, processed statistically represent the attitude of companies to answer qualitative characteristics identified by the Framework, as conscious or unconscious choice of alignment with them.

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Keywords: social and environmental reports, Framework IASB, accountability, qualitative characteristics, listed companies, standards.

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La contabilizzazione on-off balance delle opere pubbliche realizzate in concessione

Il lavoro analizza quando e come contabilizzare le nuove infrastrutture, realizzate con contratti di concessione di costruzione e gestione, dentro o fuori il bilancio pubblico. Esso indaga il contesto normativo e regolamentare vigente e realizza un’analisi qualitativa su un campione di pubbliche amministrazioni italiane anche attraverso un’analisi approfondita di alcuni casi. L’obiettivo è supportare il miglioramento dei sistemi contabili che regolano la rilevazione delle infrastrutture nei conti pubblici: (i) verificando l’efficacia del criterio dei “rischi e benefici” e la sua capacità di assicurare una trasparente rappresentazione contabile di queste operazioni; (ii) identificando quali incentivi possono influenzare le scelte contabili degli operatori pubblici.

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This paper analyses when and how to account for new infrastructure assets, realised under concession arrangements, on-off public financial statements. It analyses the existing regulatory framework and undertakes a qualitative empirical analysis on a sample of Italian public administrations also through an in depth analysis of selected case studies. The aim is to improve the treatment of capital assets in public accounts, by (i) verifying the effectiveness of the “risk” criterion and its ability to ensure a clear and transparent accounting treatment of such operations; (ii) identifying which incentives way affect the accounting decisions of public bodies.

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Key words:  Concession, Accounting, Risks

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La disclosure sulla corporate governance nei gruppi, strumento di tutela di interessi diffusi. Un’analisi critica nel contesto italiano (Corporate governance, information and control in business groups. A study in the italian context)

Nella normativa nazionale, il concetto di gruppo aziendale non è precisamente definito. Di conseguenza, il riconoscimento dei confini di gruppo non è sempre immediato, il che può implicare difficoltà nell’individuazione delle responsabilità delle scelte economiche assunte al suo interno. Tale circostanza può danneggiare gli interessi dei soci di minoranza. Con riferimento a questi temi, in Italia sono state introdotte regole volte a rendere maggiormente trasparenti gli assetti proprietari nei gruppi aziendali. Gli autori si propongono di analizzare qualità ed efficacia della comunicazione in tema di Corporate governance dei gruppi aziendali, con particolare riferimento agli effetti prodotti dalla normativa in materia di direzione e coordinamento di società.

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In the Italian legal system, the concept of “business group” is not defined. As a consequence, it could be difficult to define boundaries of the business groups; this absence may cause serious complications in the definition of the responsibilities linked to the economic choices realized by the enterprises of the group. Minority shareholders who would be mostly likely to be damaged by this. In this respect, also in Italy specific rules were introduced to manage the corporate governance of the enterprises. The aim of the present paper is in particular to analyze the quality of disclosure regarding corporate governance in a sample of Italian listed companies and in particular the improvement in disclosure regarding the structure of economic groups brought about the rules regarding “management and control activity”.

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Keywords: corporate governance, shareholder’s structure, disclosure, business groups, consolidated financial statement, institutional interests.