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Nuovi sviluppi in tema di rendicontazione sociale nelle Federazioni Sportive Nazionali (FSN)

Obiettivo del presente lavoro è quello di evidenziare i recenti sviluppi in tema di rendicontazione sociale che hanno interessato, negli ultimi anni, le Federazioni Sportive Nazionali. In particolare, si intende indagare i fattori che esercitano un’influenza sull’adozione del bilancio sociale e l’impatto che tale strumento di social reporting produce all’interno delle realtà sportive federali. In questo scenario, le FSN confermano la loro posizione di rilievo per l’utilità sociale del loro operato poiché svolgono una funzione di sviluppo del sistema sportivo, educativo e di benessere sociale. Nello specifico il bilancio sociale ha permesso di attivare un “circolo virtuoso” di programmazione gestione-rendicontazione-verifica dei risultati, in grado di accrescere la responsabilizzazione dell’organizzazione sul raggiungimento degli scopi sociali ed istituzionali, offrendo al tempo stesso agli interlocutori esterni una modalità di valutazione sul merito dell’operato della federazione.

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The aim of this paper is to highlight the new trends in the field of social reporting that have involved the National Sports Federations (FSN) in recent years. Our purpose was to investigate a) the factors that effect the adoption of social reporting, and b) the effects that the latter produces on these organizations. In this scenario, the FSNs confirm the social utility of their activities, with specific respect to the development of sports, educational and social welfare. In particular, social reporting has activated a “virtuous circle” of planning-management-accounting-control, which can increase accountability throughout the organization in order to achieve social and institutional goals and to enable external stakeholders to assess the federation’s performance.

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Key words: Accountability, Social reporting, National Sports Federations

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Gender auditing vs gender budgeting: il ciclo della accountability di genere

Il bilancio di genere in Italia è un fenomeno particolarmente recente. Come nel resto del mondo, le prime esperienze sono state di rendicontazione (gender auditing, gender analysis) dei risultati conseguiti nell’equità di genere dalle amministrazioni pubbliche, anche se obiettivo finale rimane quello di formulare bilanci gender-sensitive (gender budgeting). Scopo del presente lavoro è di evidenziare, attraverso un’analisi empirica condotta secondo l’approccio qualitativo, quelle iniziative italiane di analisi di bilancio in ottica di genere che vanno nella direzione di colmare il gap tra la realizzazione di gender auditing e la formulazione di gender budgeting.

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The Gender Budget Initiatives in Italy are a recent issue. As in the whole world, the first experiences were conducted on past or present financial statements in order to report the gender equity performance achieved by the public policies (Gender Auditing or Gender Budget Analysis), although the main goal remains the formulation of gender-sensitive budgets (Gender Budgeting). Through a qualitative approach and an empirical analysis, this study aims to investigate the Italian Gender Initiatives which seek to bridge the gap between gender auditing and gender budgeting.

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Key words: Gender mainstreaming, Budget Initiatives, Cycle of gender accountability

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Collaborazione pubblico-privato per lo sviluppo di nuovi prodotti turistici: il caso Skipassfree

L’articolo esplora il tema della collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo di nuovi prodotti turistici, partendo dall’analisi del caso “Skipassfree”, sviluppato dalla località di Livigno. Lo scritto si propone di identificare alcune criticità che possono favorire od ostacolare la collaborazione. In particolare le domande di ricerca si interrogano sul ruolo che l’ente pubblico, attraverso l’operato di una Destination Management Organisation (DMO), può rivestire per favorire la collaborazione tra gli attori locali, da un lato, e per contribuire a un efficace posizionamento del nuovo prodotto sul mercato turistico, dall’altro. Le conclusioni suggeriscono il ruolo rilevante rivestito dall’ente pubblico, da un lato, nella costruzione di un consenso locale, grazie alla sua funzione super partes e, dall’altro, nel contributo che può offrire sui temi della comunicazione e del marketing. Infine, il caso suggerisce come la collaborazione possa essere favorita qualora il nuovo prodotto insista su periodi contraddistinti da un’alta stagionalità.

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The present paper explores the relationship between destination and local firms in order to draw counter-seasonal polices able to reduce seasonality, by extending an existing tourism season. The reflection identifies, in a dynamic perspective, the actors involved, and the activities and processes necessary to implement a concrete strategy. The analysis is based on the Skipassfree case study, developed by Livigno (Italy). The conclusions suggest that a clear focus on “extremely seasonal” periods can be a valid premise for attracting local stakeholders. Concerning subjects called to design counter-seasonal policy, the process can easily be drawn at destination level if some “institutional actors” (like category associations, destination management organisations) are involved. In the presence of fragmented sectors, the design of financial participation mechanisms built around variable cost can represent a very useful solution.

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Key words: DMO, New product development, Collaboration, Tourism destinations

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La pianificazione strategica nelle università: alcune evidenze empiriche dall’Italia e una proposta metodologica 

L’articolo tratta il tema della pianificazione strategica nelle università, alla luce degli adempimenti richiesti dalla normativa italiana e delle evidenze emergenti dalla prassi. Il primo paragrafo introduce alcune considerazioni in termini di adempimenti legislativi e di implicazioni gestionali. Il secondo paragrafo descrive le prassi di redazione e comunicazione dei piani strategici emergenti da una ricerca empirica sulle università italiane, mentre il terzo paragrafo suggerisce un approccio metodologico al processo di pianificazione strategica. Dalle conclusioni emerge una scarsa propensione degli atenei a impostare un completo ciclo di pianificazione e controllo, e ancor più la scarsa propensione a rendere pubblici i propri piani.

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This article deals with strategic planning in universities, considering both the legislative requirements and the emerging practices of Italian universities. The first section introduces some general observations in terms of regulatory prescriptions and management implications. Section 2 describes the practices of Italian universities with respect to the preparation and communication of strategic plans. Section 3 outlines a methodological framework for the strategic planning process. The conclusions highlight the low propensity of universities to set up a complete planning and control process and to publish their strategic plans.

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Key words: Strategic planning, Universities

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Editoriale

L’ultimo numero del 2011, come già il primo, approfondisce un’ampia gamma di tematiche (pianificazione strategica, collaborazioni pubblico-privato, bilancio di genere, rendicontazione sociale, carte dei servizi) per differenti classi di aziende (università, destination management organizations, enti locali, federazioni sportive, aziende di servizi alla persona). Il tema dell’università, naturalmente, riveste particolare interesse soprattutto per chi fa parte del mondo accademico. Le istituzioni universitarie, però, possono svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’intero sistema socio-economico, in virtù della loro capacità di produrre nuovo capitale umano altamente qualificato (didattica universitaria), valorizzare e arricchire il capitale umano esistente (formazione permanente), generare nuove conoscenze (ricerca), nonché di produrre valore aggiunto attivando settori significativi dell’economia locale. Anche per questi motivi, alle riforme dell’università sarà dedicato il prossimo incontro di primavera di Azienda Pubblica, dopo quelli incentrati sulla riforma della contabilità pubblica (Milano, 24 maggio 2011) e sull’evoluzione del sistema dei controlli (Roma, 7 novembre 2011). […]

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Le Carte dei Servizi delle ASP emiliano-romagnole. Analisi ed indirizzi per un uso efficace dello strumento

Introdotta nel 1994, la Carta dei Servizi dovrebbe essere uno strumento di comunicazione con gli utenti e un’occasione di miglioramento organizzativo per le aziende che erogano servizi pubblici. Il presente articolo analizza l’esperienza delle Aziende pubbliche di servizi alla persona nate in Emilia-Romagna dalla trasformazione delle IPAB ed evidenzia le difficoltà che ancora si incontrano nell’utilizzare efficacemente questo strumento gestionale.

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Introduced in 1994, the Citizen’s Charter should be a tool of communication with users and an opportunity for organizational improvement of companies that provide public services. This article explores the experience of ASPs born in Emilia-Romagna from the transformation of IPABs and highlights some difficulties in using this management tools.

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Key words: Citizen’s Charter, Communication tools, Quality of service

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Il piano di gestione come strumento di misurazione e valutazione delle performance per i siti UNESCO. Analisi dello stato dell’arte nazionale e prospettive di sviluppo

Il “piano di gestione” è un documento richiesto a partire dal 2005 dall’UNESCO per i siti, culturali ed ambientali, iscritti nella World Heritage List. In questo lavoro si intende analizzarne il grado di diffusione in Italia e valutare il ruolo degli elementi manageriali al suo interno, sia da un punto di vista teorico che pratico-applicativo. Con riferimento al primo punto, sono citati ed analizzati i principali riferimenti nella letteratura internazionale e le linee guida proposte dal Ministero dei Beni Culturali. In relazione al secondo elemento, invece, viene descritta un’analisi empirica compiuta su tutti i siti UNESCO italiani, volta ad approfondire molteplici profili d’indagine, fra cui la presenza di strumenti di misurazione delle performance nei piani realizzati. Lo studio ha presentato un tasso di risposta del 91% sulla totalità dei siti UNESCO italiani, mettendo in luce che solo il 45% di essi ha portato a termine il processo di redazione e che i casi di utilizzo di un effettivo sistema di misurazione e valutazione delle performance sono al momento molto limitati. Occorre perciò continuare a promuovere l’adozione di una consapevole mentalità manageriale nelle aziende, per lo più pubbliche, preposte alla gestione del patrimonio, culturale e naturale, “dell’umanità”.

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The management plan is a document requested since 2005 by UNESCO for the cultural and natural sites, inscribed on the World Heritage List. This work aims at analysing its diffusion in Italy and evaluating the role of managerial tools inside it, from both theoretical and empirical points of view. Therefore, on the one hand, we consider the main references in the international literature and the guidelines of the Italian Ministry of Culture. On the other hand, we also describe our empirical analysis of the national situation, applied to all the Italian World Heritage sites and directed to various research profiles, particularly focusing on the presence of a performance measurement system in the management plans. We performed a survey that presented a return rate of 91% and highlighted that only 45% of the Italian sites approved a complete version of the plan; also, the effective use of a performance measurement and evaluation system is very sporadic. Therefore, we deem necessary to promote again the adoption of a management-aware outlook in the organisations, principally of the public sector, which are responsible for the management of cultural and natural world heritage.

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 Key words: Management plan, Performance measurement, World Heritage sites

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La misurazione del capitale intellettuale nel settore universitario. Un modello di analisi basato sulla logica fuzzy

Nell’economia attuale, basata sulla conoscenza, il capitale intellettuale (CI), definibile come sistema di risorse cognitive ed intangibili in grado di garantire differenziali competitivi sostenibili e duraturi alle organizzazioni, è visto come elemento essenziale per la creazione del valore in ogni tipo di organizzazione. Esiste un crescente interesse nell’applicare l’approccio basato sul CI per gestire le università, i cui principali obiettivi sono la produzione e diffusione della conoscenza. In linea generale, i metodi per misurare il CI possono essere distinti in due filoni, quello misurazionale, teso a sviluppare metodi in grado di assegnare un valore economico al CI e quello gestionale, focalizzato sulla creazione, utilizzazione e gestione del CI. L’articolo ha l’ambizione di combinare le due differenti scuole di pensiero, attraverso l’utilizzo di un metodo, la fuzzy logic, che utilizzando indicatori per lo più qualitativi produce come output finale un numero. Il modello è stato creato ad hoc ed applicato al settore universitario austriaco, in considerazione del fatto che le università austriache sono obbligate per legge (UG 2002) a pubblicare i propri report del CI.

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In the current knowledge-based economy, intellectual capital (IC), definable as the system of cognitive and intangible assets able to guarantee sustainable and durable competitive advantages to an organization, is viewed as an essential condition for value creation in any kind of organization. Recently, there has been a growing interest in applying an IC approach to the management of universities, whose main goals are the production and diffusion of knowledge. In general, IC assessment methods can be divided into two streams: the measurement stream, aimed at producing a number expressive of the IC’s economic value, and the management stream, mainly focused on IC creation, management and utilization. This article has the ambition to combine these two different schools of thought by singling out an index, based on IC qualitative indicators, that returns a numeric value through a fuzzy logic methodology. The model has been created ad hoc and applied to the Austrian university sector, due to the fact that Austrian public universities are the first institutions worldwide obliged by law (UG 2002) to publish IC Reports.

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Key words: Intellectual capital, Universities, Fuzzy logic

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I risultati particolari e globali dell’Unione Europea: adozione degli IPSAS e redazione del bilancio consolidato

Questo articolo offre una panoramica sulla modernizzazione del sistema contabile dell’UE con particolare riferimento al consolidamento dei conti annuali comunitari. Il nuovo sistema contabile, comprendente sia la contabilità finanziaria che quella economico-patrimoniale, si basa su diciassette accounting rules recentemente emanate dalla Commissione Europea, basate sugli IPSAS. La redazione del bilancio consolidato dell’UE è divenuta più complessa a causa dell’introduzione di numerose agenzie, create a partire dai primi anni Novanta. Questo articolo esamina l’evoluzione nel tempo del processo di consolidamento dell’UE, evidenziando come l’approccio seguito sia il risultato della combinazione della cultura contabile dell’Europa continentale e di quella tipicamente anglosassone.

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This article offers an overview of the modernization of the EU accounting system via the consolidation of annual accounts. The reformed accounting system is a dual one, with cash accounting and accrual accounting, based on seventeen accounting rules recently issued by the European Commission, drawn upon IPSAS. The preparation of the EU consolidated financial statement (CFS) has become more complex, because of the addition of Agencies that were created in the early Nineties. This article examines how the EU consolidation process has evolved over time and the drivers behind the new consolidation approach, which is a result of the combination of the continental and anglosaxon governmental accounting approaches.

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 Key words: Accrual accounting, Public sector consolidated accounts, European Commission

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L’evoluzione delle teorie sui processi decisionali delle amministrazioni pubbliche, premessa per l’interpretazione della riforma della contabilità

Questo articolo ripercorre le tappe salienti del processo di riforma della contabilità pubblica italiana che ha attraversato gli ultimi 50 anni. Una particolare attenzione viene dedicata all’evoluzione delle logiche e degli strumenti decisionali. Quest’analisi viene accompagnata, in parallelo, da ampi riferimenti, per un verso, allo sviluppo degli studi aziendali italiani di area pubblica e, per altro verso, all’evoluzione che nello stesso periodo ha interessato le legislazioni contabili dei Paesi occidentali e la letteratura internazionale in materia di contabilità e bilancio pubblici. Le riforme italiane vengono valutate nel quadro del più generale processo internazionale di modernizzazione della pubblica amministrazione. I punti conclusivi principali sono tre. Il primo è la sottolineatura del valore anticipatore dell’impegno degli studiosi di area aziendale – a partire in particolare dagli anni ’70 del secolo scorso, ma sulla base di una storia precedente di tutto rilievo – delle riforme che sarebbero arrivate nei decenni successivi. Il secondo è che il cammino di riforma da compiere è ancora molto impegnativo, sia in Italia che in altri Paesi: in particolare, dopo il New Public Management, la New Public Governance e il New Public Service, viene indicata la teoria del valore pubblico come nuovo sentiero da esplorare. Il terzo attiene ad alcune valutazioni critiche sulle riforme che sono alle nostre spalle o in corso di svolgimento. Vengono svolte alcune riflessioni intorno alla “novità” e alla “modernità” di alcuni aspetti di tali riforme, rilevando come il “nuovo” non sia necessariamente “moderno” e il “moderno” non sia necessariamente “nuovo”. In sostanza si tratta di un’esortazione a non assecondare le mode riformatrici.

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This article thinks back to the fundamental steps of the reform process of Italian public accounting during the last fifty years. Special attention is devoted to the evolution of the logics and tools governing decision-making in the public sector. This analysis is paralleled by extensive references to the development of the Italian studies of economia aziendale on public sector organizations, on the one hand, and to the evolution that in the same period involved the accounting legislations of most western countries and the international public accounting literature, on the other. The Italian reforms are evaluated within the framework of the more general international process of modernization of public administration. Three main conclusive arguments are offered. Firstly, the precursory value is asserted of the commitment of the scholars belonging to the research area of economia aziendale in preparing the way – starting in the early ‘70s – to the reforms that were to be accomplished in the subsequent decades. Secondly, the reform path to be covered is described as still long and demanding. After such movements as New Public Management, New Public Governance, and New Public Service, the public value theory is indicated as a promising new challenge for public sector researchers. Thirdly, some critical considerations are addressed on both the accomplished and ongoing reforms. Some aspects of such reforms are questioned in terms of their “novelty” and “modernity”, arguing that the “new” is not necessary “modern”, and vice versa. It is an admonishment not to indulge reforming “fashions”.

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Key words: Public sector modernization, Public accounting reforms

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Editoriale

Il terzo numero del 2011 è quasi interamente dedicato al tema della misurazione. Il primo articolo ripercorre l’evoluzione degli studi aziendali di area pubblica, evidenziando come questi abbiano fornito un sostegno concettuale e culturale decisivo (seppur non sempre adeguatamente riconosciuto) alla trasformazione della pubblica amministrazione. Più specificamente, l’articolo si focalizza sul contributo degli studi aziendali all’evoluzione delle normative e delle prassi di contabilità e di programmazione nel settore pubblico. In ciò, particolarmente evidente è il collegamento tra New Public Management (NPM) e «contabilità economico-patrimoniale». Da un lato, i principi di accountability, trasparenza, autonomia e responsabilizzazione che caratterizzano il NPM sono particolarmente coerenti con l’introduzione della contabilità economica, in sostituzione o comunque in affiancamento della tradizionale contabilità finanziaria. Dall’altro, le valutazioni critiche cui è stato sottoposto il NPM aprono spazi per un’ulteriore evoluzione dei sistemi pubblici di programmazione e rendicontazione. In particolare, gli sviluppi emergenti (New Public Governance e New Public Service), pur non negando l’utilità della contabilità economica, postulano profonde modifiche nelle relazioni di accountability e rendono quindi necessario un adeguamento dei canali e dei flussi delle informazioni e delle conoscenze. […]

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Un nuovo modello di governo per le utilities della Regione Emilia-Romagna: il caso Lepida Spa

Il presente contributo esplora le peculiarità delle scelte politiche, di governo ed organizzative compiute dalla Regione Emilia-Romagna (RER) a proposito dei progetti Lepida, Rete regionale delle pubbliche amministrazioni dell’Emilia-Romagna, e R3, Rete radiomobile regionale, portandone alla luce le componenti innovative, i presupposti e le conseguenze. L’analisi longitudinale degli eventi, infatti, pur rivelando un’origine progettuale conforme al modello giuridico italiano e al vigente quadro normativo, evidenzia l’implementazione di un modello di governance finalizzato alla creazione di un’organizzazione caratterizzata da dinamicità, flessibilità e sistematico orientamento al risultato, che si distingue nel panorama delle public utilities italiane.

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This paper explores the peculiarities of political, governmental, and organizational choices adopted by the Emilia-Romagna Region (RER) for what concerns the Lepida (Regional Wire Network of Emilia Romagna’s public organizations), and the R3 (Regional Radio Network) projects, with the aim of uncovering their innovative features, assumptions, and consequences. The longitudinal analysis of events, even though drawing its origin from the Italian legal system and the Italian public organizations’ regulations, shows an innovative governance model, settled with the aim of supporting a dynamic, flexible, and systematically goal oriented organization, and representing an uncommon phenomenon in the Italian public utilities’ scene.

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Key words: Governance, Public utilities, Regions

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L’efficacia della pianificazione strategica di area vasta per lo sviluppo di nuovi modelli di governo del territorio

Negli ultimi anni diverse amministrazioni locali hanno avviato percorsi di pianificazione strategica integrata con la finalità di edificare un progetto di sviluppo condiviso su cui fondare il recupero o l’accrescimento della competitività territoriale. Attraverso un’indagine empirica condotta su un contesto regionale privo di precedenti simili iniziative, si intende far luce sulla conformità delle esperienze maturate alle finalità riconducibili alle teorie della public governance. Lo studio, in particolare, mira a verificare, con riferimento alle realtà oggetto di indagine, l’efficacia dello strumento in termini di superamento dell’approccio burocratico e dirigistico dei processi decisionali tradizionali e di promozione di nuovi modelli di governo fondati sull’apertura e sulla partecipazione sociale.

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In the last years local governments, together with other public and private actors, have started strategic planning processes aimed at recovering or increasing the competitiveness of urban areas. Through an empirical investigation carried out on an Italian Regional context without any previous experience of city strategic planning, the paper intends to shed light on the adherence of the experiences to the typical principles of the public governance paradigm. Within the limits of the selected sample, this research study has the objective of verifying the effectiveness of the managerial tool in breaking the bureaucratic top-down approach of traditional decision-making processes and in promoting new governing models based on social participation.

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Key words: Integrated strategic planning, Public governance, Inter-institutional relationships

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Dalle prassi emergenti e dai principi contabili internazionali, una riflessione critica sul consolidamento degli enti pubblici locali

Questo lavoro propone una lettura critica dei principi contabili internazionali sul bilancio consolidato pubblico (IPSAS 6, 7 e 8) al fine di verificare se il processo di standardizzazione tenga in debita considerazione le peculiarità, i fini e la configurazione degli stakeholder delle amministrazioni pubbliche. Intende inoltre, alla luce di tale ricognizione e per il tramite dell’analisi di alcuni casi di studio, individuare alcune linee guida e un metodo di consolidamento, denominato “consolidamento per area territoriale”, utili allo sviluppo di una prospettiva esterna multistakeholder. I due metodi di consolidamento sono applicati comparativamente a un caso di studio, evidenziando, tra le altre, la necessità di adeguare il concetto di “beneficio e controllo” al contesto pubblico per prefigurare una più chiara rappresentazione dei risultati della gestione pubblica.

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The aim of this paper is to present a critical overview of the international accounting standards on public sector consolidated financial statements (IPSAS 6, 7, 8) to verify whether the standardization process takes into account the information needs of governments’ stakeholders. On this basis and through the analysis of case studies, some guidelines and a consolidation method (named “territorial consolidation method”) have been identified to develop an external multi stakeholder perspective. The two methods of consolidation are applied to a case study to compare them, highlighting how the concept of “benefit and control” could be adapted to the public context, leading to a clearer representation of governments’ results.

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Key words: Consolidated Financial Statements, IPSAS, Territorial consolidation method

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Pubblico e privato: armonizzare gli opposti

Il lavoro traccia una sintesi del dibattito dottrinale in materia di economia e management delle amministrazioni pubbliche e propone una riflessione sul concetto di valore pubblico. Vengono approfondite in particolare le dimensioni singolare e plurale del valore pubblico, sia in riferimento ai fabbisogni da soddisfare che ai processi decisionali e produttivi propri delle amministrazioni pubbliche. Ciò determina l’affermazione di logiche di rete, che richiedono di coniugare gli interessi particolari con gli obiettivi comuni al fine di consentire uno sviluppo equilibrato dell’intero sistema economico e sociale.

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This paper synthesizes the academic debate over the economics and management of public administration, with a specific focus on the notion of public value. This concept is analyzed in its multiple dimensions, with reference both to the needs that public organizations are expected to satisfy and to the ways in which decision-making and production processes actually take place. This plurality calls for a networked approach aimed at striking a balance between individual and public interests, thus fostering a fair development of the socio-economic system as a whole.

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Key words: Public Value

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Editoriale

Il secondo numero del 2011 consolida e sviluppa innanzi tutto alcune riflessioni sul rapporto tra «Stato e mercato» e sul concetto di «valore pubblico». In passato, il pendolo dei modelli interpretativi e della fiducia dei cittadini ha oscillato più volte tra «pubblico» e «privato», accentuando i vantaggi relativi dell’uno o dell’altro, finché ciò non produceva eccessi che finivano per spingere il pendolo nell’altra direzione. Con la crisi economica mondiale del 2008, il pendolo pareva essersi nuovamente orientato verso il «pubblico». Gli sviluppi più recenti, però, sembrano aver generato una situazione inedita, più complessa e parzialmente contraddittoria. Da un lato, i cittadini si affidano allo Stato perché garantisca in ultima istanza sia la tutela delle opportunità di lavoro, sia l’integrità dei risparmi accumulati. Dall’altro, alla presenza dello Stato nell’economia si imputano la debolezza della crescita economica, l’assenza di innovazione, la sfiducia degli investitori; per «rassicurare i mercati» si moltiplicano così, per esempio, le proposte e le iniziative tese a inserire il pareggio di bilancio del settore pubblico tra i principi costituzionali di numerosi Paesi. […]

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Bilancio critico sull’introduzione dei sistemi di gestione della qualità negli istituti per persone adulte con disabilità

La ricerca raccoglie e analizza dati tesi a valutare i primi dieci anni d’utilizzo di Sistemi normativi di Gestione della Qualità (SGQ) relativi all’insieme degli istituti per adulti del cantone Ticino riconosciuti e sovvenzionati, prima dell’avvento della nuova perequazione finanziaria fra Confederazione e Cantoni (2008), sulla base delle norme UFAS/AI 2000. I dati generali raccolti interessano 29 istituzioni responsabili di 82 unità di servizio. Il lavoro fornisce un quadro dell’impatto dei SGQ sull’organizzazione di strumenti e sistemi adottati, sugli sviluppi e gli apprendimenti, così come risulta dalle dichiarazioni dei professionisti direttamente interessati o dei loro rappresentanti.

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The paper collects and analyzes data from the first ten years of quality management systems (QMS) as adopted by all the recognized and subsidized adult institutions of Canton Ticino (Switzerland), based on the UFAS/AI 2000 rules, before the introduction of the new financial equalization between the Confederation and the Cantons (2008). The data cover 29 institutions, responsible for 82 service units. The assessment aims to provide an overview of the QMS’s impact on the organization of the adopted tools and systems, on learning and development, as perceived by affected professionals and their representatives.

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Key words: Quality, Management, Institutions, Mental retardation, Developmental disabilities, Management systems

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Il Public Management e l’Impact Factor depresso

L’articolo analizza i rischi connessi alle modalità di utilizzo degli indici bibliometrici adottate nelle università italiane per la valutazione comparativa della produttività scientifica nell’ambito disciplinare del Public Management. Si propone quindi un sistema alternativo, che tenta di correggere alcuni degli effetti distorsivi generati dalle metodologie attuali.

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The present paper reviews the risks attached to the use of the bibliometric indices currently in use in Italian Universities for the assessment of scientific works in the field of Public Management. The work proposes an alternative way of consolidating journal lists and rankings, which tries to solve some of the negative side effects generated by the ranking methods in use at the moment.

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Key words: Public Management, Impact factor, Research assessment

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Editoriale

Il primo numero del 2011 prosegue la riflessione sull’attività di ricerca nel campo del management pubblico, per poi approfondire ancora una volta tematiche diverse (stakeholder management, partnership pubblico-privato e loro riflessi contabili, bilancio consolidato) per differenti classi di aziende (comunità montane, enti locali, aziende sanitarie, aziende di volontariato). Il contributo alla riflessione sull’attività di ricerca nel campo del management pubblico verte sull’utilizzo degli indici bibliometrici quali strumento per la valutazione dei ricercatori e delle strutture di ricerca. Si tratta evidentemente di un tema particolarmente critico, considerato che: (i) sta emergendo anche nel nostro Paese la consapevolezza di dover accrescere la qualità della ricerca, anche nella direzione di una più ampia partecipazione di studiosi italiani al dibattito scientifico internazionale; (ii) si sta, quindi, diffondendo una maggiore attenzione verso i meccanismi di valutazione dell’attività di ricerca; (iii) pertanto, sorge la necessità di sviluppare indicatori sufficientemente sintetici, affidabili e condivisi di qualità delle pubblicazioni; (iv) alcune Università e società scientifiche (tra cui, significativamente, l’Accademia Italiana di Economia Aziendale) hanno già avviato importanti iniziative in tal senso, nonostante le difficoltà e gli inevitabili margini di arbitrarietà che ciò comporta, ma riconoscendo che l’unica alternativa (senz’altro peggiore) sarebbe quella di farsi imporre i criteri di valutazione da soggetti esterni (burocrati, consulenti, colleghi di altre discipline).[…]

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Gruppi di aziende non profit di volontariato e bilancio consolidato: prime implicazioni teoriche

Nel contesto del dibattito sulla responsabilità sociale si afferma sempre di piú l’opportunità di avviare efficaci collaborazioni tra pubblico e privato che consentano di responsabilizzare socialmente non solo le singole aziende, ma il sistema economico nel complesso. L’articolo si propone di analizzare dal punto di vista teorico i gruppi di aziende di volontariato ed il loro bilancio consolidato quale strumento di controllo della sostenibilità economica e sociale delle stesse. In particolare, lo studio si focalizza sul bilancio consolidato, evidenziandone la funzione di rappresentare gli effetti dei processi di produzione sia all’interno dei gruppi aziendali sia all’esterno di essi.

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A new challenge in the social responsibility area debate is to find fruitful cooperation between the public and private sectors with the aim of spreading the social responsibility mindset in the single economic units and in the whole economic system. The aim of this paper is to analyze, from a theoretical accounting perspective, voluntary organization’s networks and their consolidated balance sheet intended as a tool for monitoring both their economic and social sustainability. This study focuses in particular on the consolidated statement’s role in presenting the efforts of the network’s activities to both internal and esternal users.

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Key words: Voluntary organization, Networks, Sustainability, Responsibility, Consolidated financial statement

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La contabilizzazione on-off balance delle opere pubbliche realizzate in concessione

Il lavoro analizza quando e come contabilizzare le nuove infrastrutture, realizzate con contratti di concessione di costruzione e gestione, dentro o fuori il bilancio pubblico. Esso indaga il contesto normativo e regolamentare vigente e realizza un’analisi qualitativa su un campione di pubbliche amministrazioni italiane anche attraverso un’analisi approfondita di alcuni casi. L’obiettivo è supportare il miglioramento dei sistemi contabili che regolano la rilevazione delle infrastrutture nei conti pubblici: (i) verificando l’efficacia del criterio dei “rischi e benefici” e la sua capacità di assicurare una trasparente rappresentazione contabile di queste operazioni; (ii) identificando quali incentivi possono influenzare le scelte contabili degli operatori pubblici.

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This paper analyses when and how to account for new infrastructure assets, realised under concession arrangements, on-off public financial statements. It analyses the existing regulatory framework and undertakes a qualitative empirical analysis on a sample of Italian public administrations also through an in depth analysis of selected case studies. The aim is to improve the treatment of capital assets in public accounts, by (i) verifying the effectiveness of the “risk” criterion and its ability to ensure a clear and transparent accounting treatment of such operations; (ii) identifying which incentives way affect the accounting decisions of public bodies.

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Key words:  Concession, Accounting, Risks

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Pratiche di stakeholder management nella gestione dei rifiuti: il caso della Comunità Montana “Molise Centrale”

L’obiettivo del lavoro è studiare il funzionamento della Gestione Integrata dei Rifiuti a livello locale, con particolare attenzione all’organo di governo e alle sue relazioni con gli stakeholder. Utilizzando la stakeholder mapping e indagando le relazioni che si instaurano nel sistema, il focus è diretto ad analizzare l’Organo di governo del territorio (Odg), nel caso specifico la Comunità Montana “Molise Centrale”. La ricerca intende contribuire al dibattito in merito ai network pubblici e sul ruolo dell’attore pubblico nella gestione delle public utilities. Inoltre, evidenzia l’importanza dello stakeholder management come insieme di pratiche manageriali indispensabili anche per un ente pubblico per una più efficace gestione integrata dei rifiuti.

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The paper studies the functioning of integrated waste management at local level, with particular attention to the governing body and its relations with stakeholders. Using the stakeholder mapping and investigating the relationships in the system, the attention is focused on the governing body of the territory (Odg), specifically the Mountain Community “Molise Centrale”. The aim is to contribute to the debate about the public network and the role of the public actor in the management of public utilities. Furthermore, the research emphasizes the importance of stakeholder management as a set of management practices necessary for a public entity in an optimal model of integrated waste management.

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Key words: Stakeholder management, Waste management, Case study