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Università e Azioni Positive. Un’analisi delle strategie formulate

A partire dagli anni Novanta, l’Unione Europea ha investito sulla promozione della parità di genere nelle università, intesa quale azione finalizzata a contrastare la dispersione di talenti femminili e favorire la creazione di un’area scientifica europea di eccellenza. Uno degli approcci elaborati per la promozione della parità di genere prevede la formulazione di “azioni positive”, ossia misure volte a rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità negli ambienti di lavoro. In Italia, alle università è richiesta la formulazione dei Piani di Azioni Positive per promuovere la parità di genere (L. 125/1991). Attraverso un’analisi documentale dei suddetti piani, il lavoro indaga le strategie formulate dalle università statali per promuovere le pari opportunità.

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Since the end of nineties, the European Union has strongly committed to promote gender equality at universities in order to prevent the waste of female talents, as well as to foster the creation of a European research area for excellence and growth. In so doing, it has undertaken three main approaches: equal treatment, positive actions, and gender mainstreaming. In particular, positive actions include the adoption of measures targeting the special needs of women in order to overcome their position of inequality in society. In Italy, universities are required to formulate specific Positive Action Plans in order to enable women to overcome their unequal position in society (law 125/1991). The paper uses documentary analysis to investigate gender strategies formulated by Italian State Universities within their Positive Action Plans.

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Key words: University, Positive Action Plan, Gender Strategies

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Motivazioni, condizioni organizzative e competenze manageriali per la co-produzione dei servizi pubblici: un caso di studio

La co-produzione dei servizi pubblici sta attraendo l’attenzione di accademici e practitioner. Il coinvolgimento a titolo individuale o collettivo dei cittadini nell’erogazione dei servizi è raccomandato dalla fase di pianificazione a quella di valutazione. Tale approccio, però, non sembra essere stato approfondito in modo adeguato. L’articolo intende contribuire a colmare questo gap tramite l’analisi di un caso di studio relativo alla co-produzione dei servizi per persone affette da autismo in un contesto di governance multilivello. I risultati mostrano che un approccio co-produttivo esteso a tutte le fasi richiede lo sviluppo di nuove competenze e strumenti operativi, sebbene non possa prescindere, in un contesto di civil law come quello italiano, dai tradizionali strumenti giuridici a disposizione del management. Inoltre, è cruciale la presenza e lo sviluppo di una relazione di reciproca fiducia tra tutti gli attori rilevanti coinvolti nelle diverse fasi del processo di gestione dei servizi e non solo nella fase di erogazione.

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The topic of co-production of public services has gained a lot of appeal among academics and practitioners. However, there is a lack of studies that investigate the role of co-production of public services throughout the cycle of public services management. This paper aims to fill this gap by analyzing a case study of co-production of services for autistic children in a context of multi-level governance. Findings show that prompting co-production across all the stages of public services management (co-planning, co-design, co-delivery, co-evaluation) requires new skills and new organizational arrangements even though, in institutional contexts of ‘civil law’ such as Italy, the processes of co-production must also be implemented consistently with procedures and tools provided by law. Finally, findings point to the role of trust among the actors involved as a key variable for the development of co-production along the different stages of public services management.

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Key words: Co-production, multi-level governance, public services

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Una contestualizzazione del concetto di co-produzione al caso dei servizi pubblici: una rassegna critica della letteratura internazionale

Il presente lavoro intende discutere in una prospettiva critica il concetto di coproduzione del servizio pubblico. Quantunque il coinvolgimento dell’utente nelle attività di pianificazione, progettazione e prestazione del servizio pubblico sia in auge, ormai, da più di un trentennio, la letteratura dibatte ampiamente sul tema, in assenza di interpretazioni univoche. In questa prospettiva, è stata condotta una review della letteratura internazionale, allo scopo di pervenire a una contestualizzazione delle riflessioni suggerite dalla dottrina in merito alle caratteristiche e agli impatti della co-produzione in ambito pubblico. Ai fini della raccolta della letteratura di riferimento, sono state consultate due banche dati citazionali, le quali hanno condotto alla raccolta di un numero complessivo di 165 record. Dopo un’attenta analisi dei relativi titoli e abstract, sono stati inclusi nell’analisi 61 contributi, che informano i risultati della presente ricerca. La co-produzione del servizio pubblico è presentata, in ultima analisi, come un approccio cruciale in un’ottica di maggiore sostenibilità del sistema pubblico; nondimeno, essa potrebbe determinare alcuni effetti collaterali indesiderati, tra cui problemi di equità e discriminazione nell’accesso alle prestazioni.

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This paper is aimed at discussing the concept of public service co-production, adopting a critical perspective. Even though the involvement of users in planning, designing, and delivering public services dates back to more than 30 years ago, the literature on public service co-production is still not consistent. From this point of view, a literature review was performed, with the eventual purpose of contextualizing the findings suggested by the literature about the attributes and the effects of public service co-production. To collect the relevant scientific literature, two citation databases were queried. The joint use of symmetric research criteria paved the way for the collection of 165 records. All of them were screened in their titles and abstracts to remove redundancies and non-relevant items. 61 records were included in the systematic review and informed the findings of this study. Public service co-production is understood as a critical approach to achieve enhanced sustainability in the public sector; however, co-production could produce several side effects, including equity issues and discrimination in the access to public services.

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Key words: Co-production, Co-creation, User involvement, Public service

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Partecipazione democratica: quale ruolo per la trasparenza? Un’analisi dei siti web dei comuni italiani

Il tema della partecipazione democratica ha assunto una rilevanza crescente nello scenario internazionale e la letteratura evidenzia che la trasparenza amministrativa ne rappresenta una condizione propedeutica. Partendo da tali considerazioni, l’articolo presenta un’analisi sullo stato dell’arte dei processi di trasparenza attuati dagli enti locali italiani di medie-grandi dimensioni sui propri siti web, per favorire la partecipazione democratica. I risultati evidenziano come, nonostante la generalizzata attivazione della sezione “Amministrazione Trasparente”, l’accesso ai dati sia spesso limitato ai documenti obbligatori, mentre le iniziative di “apertura” sono ancora incentrate a consentire il dialogo, più che a coinvolgere attivamente i cittadini nei processi decisionali.

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The issue of democratic participation has taken on a growing importance in the international scenario. A preliminary condition for such participation is administrative transparency. Starting from these considerations, the paper presents an analysis of the transparency processes currently implemented by medium and large Italian LGs on their websites, in order to encourage democratic participation. Despite the generalized activation of a section devoted to “Transparent Administration” on the LGs’ websites, the results highlight that access to data is often limited to mandatory documents, while “openness” initiatives are still focused on allowing dialogue, rather than on actively involving citizens in decision-making.

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Key words: Democratic Participation, Transparency, Local Governments

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Editoriale

Il secondo numero del 2015 propone articoli differenziati per tematica affrontata, classe di aziende pubbliche indagate e approccio di ricerca utilizzato, dedicando però particolare attenzione al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte e nelle attività delle amministrazioni pubbliche. Propone inoltre un contributo nella sezione “Attualità e Dibattito”, che vorrebbe stimolare un confronto di idee su questioni di immediata attualità e rilevanza. Il primo saggio (Partecipazione democratica: quale ruolo per la trasparenza? Un’analisi dei siti web dei comuni italiani) si inserisce nell’ampio dibattito che scaturisce dai limiti del tradizionale modello di rappresentanza democratica, secondo cui i cittadini esprimono in sede elettorale la propria preferenza nei confronti dei rappresentanti politici, chiamati a difendere i loro diritti e dar voce alle loro necessità. Più specificamente, gli autori si inseriscono nel filone di studi che indaga come internet possa accrescere la partecipazione attiva dei cittadini alla vita degli enti pubblici, con particolare attenzione al tema della trasparenza, in quanto la disponibilità e l’accessibilità dei dati possono rappresentare un fondamentale presupposto per la partecipazione consapevole dei cittadini alle scelte politiche. […]

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La gestione attiva del traffico nelle aree urbane: le buone pratiche nella città di Cagliari

Le vecchie problematiche che affliggono i sistemi di trasporto cittadino impongono la necessità di pensare a nuove soluzioni. Poiché le risorse finanziare sono in continua diminuzione, occorre focalizzarsi maggiormente su soluzioni rivolte alla gestione delle infrastrutture e dei servizi esistenti, più che alla costruzione di nuove. Oggi, questo è possibile grazie alla recente diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS), i quali consentono di ottenere importanti benefici. In questo articolo si descrive il sistema di governo della mobilità realizzato nella città di Cagliari, composto da 10 moduli ITS che cooperano fra loro per applicare strategie di gestione attiva del traffico (e.g. coordinamento semaforico, controllo dei bus, ecc.). I risultati mostrano come: (i) la città di Cagliari possiede un importante strumento per il monitoraggio del traffico e (ii) rispetto alla situazione originaria, il tempo di viaggio migliora sia per gli utilizzatori del trasporto individuale (-20%) sia per quelli del trasporto collettivo (-10%). In accordo con gli obiettivi dell’Unione Europea, tutto ciò si sta traducendo in minore consumo energetico, minore inquinamento e minore congestione, nonché in una maggiore soddisfazione per gli utenti. L’esperienza di Cagliari è molto importante, perché può offrire un caso di successo nella applicazione degli strumenti ITS da cui apprendere per la creazione di sistemi simili, in città con problematiche analoghe.

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Old problems in urban transport systems could be addressed by means of innovative solutions. Due to economic constraints, it seems better to focus on the management of infrastructures and services rather than the construction of new ones. Nowadays, this is made possible by Intelligent Transportation Systems (ITS) tools, which provide significant benefits. This paper describes the mobility control systems implemented in Cagliari, comprised of 10 ITS components which cooperate in order to apply suitable active traffic management strategies (e.g. junction controls, real time bus monitoring, etc.). The outcomes show that: (i) the city of Cagliari has an advanced traffic monitoring tool and that, accordingly, (ii) travel time in the city improves, both for car and bus users (-20% and -10%, respectively). Consistent with the European Union’s goals, this implies lower levels of energy consumption, air pollution, traffic congestion and higher satisfaction rates among users. The experience carried out in Cagliari is quite relevant, representing a successful example of ITS tools implementation, potentially usable by other cities for the development of other (similar) transportation management systems.

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Key words: Mobility control, Intelligent Transportation Systems

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Il civic crowdfunding: potenzialità e limiti per la sua diffusione in Italia

Il lavoro analizza il civic crowdfunding (CF), presentato dalla letteratura internazionale quale innovativo strumento di stakeholder engagement con cui attivare una nuova forma di participatory governance e consentire ai cittadini di partecipare nelle fasi di progettazione e finanziamento relative a iniziative e servizi di pubblica utilità che non sono considerati prioritari dagli enti locali. L’obiettivo è individuare e approfondire, ricorrendo a un approccio metodologico di tipo esplorativo, gli aspetti principali del civic CF per comprendere se e quanto tale strumento possa essere replicabile nel nostro Paese. Ricorrendo, quindi, al phenomenon-based approach, vengono proposte alcune riflessioni critiche sui limiti, soprattutto di carattere tecnologico e culturale, che, almeno per ora, non consentono in Italia una diffusione esponenziale del fenomeno. Si avanzano, quindi, alcune proposte affinché tale pratica di social innovation possa avere maggior successo anche in Italia.

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This paper investigates whether civic crowdfunding (CF), as proposed by the international literature, may be introduced in Italy in order to promote more participative and collaborative forms of governance and to support local authorities in the financing of public initiatives that are not among the authority’s priorities or that cannot be implemented due to lack of public funding. To this end, the paper introduces the concept of crowdfunding and proposes a review of the relevant literature. Subsequently, it illustrates how some civic CF platforms work. Finally, adopting a phenomenon-based approach, it highlights the technological and cultural limits that civic CF encounters in the Italian context. On these bases, the paper also proposes some suggestions on how to remove these limits and create the right conditions for the promotion and development of civic CF.

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Key words: Civic Crowdfunding, Social innovation, Participatory governance, Citizen participation

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Le determinanti della risk disclosure nei piani anticorruzione: uno studio sulle amministrazioni pubbliche italiane

L’analisi proposta nel presente articolo si concentra sulle logiche, le prassi e gli strumenti di prevenzione del rischio di corruzione nelle amministrazioni pubbliche italiane. L’articolo analizza i contenuti e le caratteristiche della risk disclosure inserita nei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione (PTPC), esaminando un campione composto da amministrazioni regionali e comuni capoluogo di regione, al fine di individuare le potenziali determinanti del livello e delle caratteristiche di tale informativa. I risultati della ricerca rivelano la tendenza a una maggior comunicazione in presenza di indagine per corruzione, nella prospettiva del recupero di legittimità e della prevenzione della reiterazione di comportamenti illeciti. La propensione alla divulgazione di informazioni sulle misure di contrasto alla corruzione, inoltre, è più evidente nelle amministrazioni di maggiori dimensioni e nei contesti regionali in cui gli episodi corruttivi sono più frequenti, probabilmente in risposta alle più pressanti aspettative degli stakeholder. L’indagine rivela spazi di miglioramento dell’informativa per quanto riguarda le misure volontarie di prevenzione dei fenomeni corruttivi ed il legame tra azioni di risk management e altri strumenti di pianificazione e controllo come il piano delle performance.

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This study analyses the processes, practices and tools to prevent corruption risk, as adopted by Italian public administrations. The analysis is based on the contents and characteristics of the risk disclosure included in the three-year anti-corruption plans published by a sample of local and regional governments. The study aims at identifying the potential determinants of the level and characteristics of corruption risk reporting. The research results show that administrations under investigation for corruption communicate more information on risk prevention measures. This may reflect their intention to use risk disclosure as a way to recover legitimacy and convey the message of reinforcing their internal control systems. Moreover, the propensity to disclose information is greater in larger administrations and in those organizations located in regions where corruption cases are more frequent. In these contexts, it is likely that stakeholders exercise more pressure to gain information on corruption risk prevention. Our findings reveal opportunities for improvements in terms of more reporting on the voluntary measures to prevent corruption and on the linkage between risk prevention actions and other planning and control mechanisms such as the performance plan.

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Key words: Corruption risk management, Risk disclosure, Transparency, Corruption

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L’introduzione della Contabilità Economico-Patrimoniale negli Atenei: un commento su alcune opzioni esercitate e alcune possibili proposte di miglioramento

Con la pubblicazione del recente d.m. 14 febbraio 2014 si è quasi concluso l’iter normativo di emanazione dei vari provvedimenti connessi con l’adozione della contabilità economico-patrimoniale (COEP) negli atenei italiani. Anche per le Università l’assunto è che la contabilità finanziaria (COFI) non sia più sufficiente a garantire un adeguato controllo degli andamenti gestionali delle aziende pubbliche e che dunque il tradizionale sistema contabile e di bilancio debba essere sostituito. Con questo scritto ci siamo prefissi l’obiettivo di offrire un contributo all’analisi di talune scelte tecniche contenute nel decreto, spingendoci fino al punto di proporne modifiche o integrazioni che riteniamo migliorative.

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Following the recent publication of the Legislative Decree 14th February 2014, the legal procedure regarding the emanation of different measures concerning the adoption of the accrual accounting in Italian universities has almost come to its end. It is assumed that, even for universities, cash accounting is not able to guarantee an adequate control of public institutions’ performances anymore; therefore, the traditional accounting and balance sheet system should be replaced. This paper aims to assess some technical issues included in the Decree suggesting changes and integrations, which we believe would provide useful improvements.

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Key words: Accrual accounting in italian universities, Accounting standards in public sector

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Editoriale

Il primo numero del 2015 propone contributi ampiamente differenziati per tematica affrontata, classe di aziende pubbliche indagate e approccio di ricerca utilizzato. Il primo articolo (L’introduzione della Contabilità Economico-Patrimoniale negli Atenei: un commento su alcune opzioni esercitate e alcune possibili proposte di miglioramento) torna su una tematica che sta suscitando grande interesse nella comunità degli aziendalisti pubblici italiani: la riforma del bilancio delle università. Al riguardo, l’articolo identifica alcune ambiguità e criticità tecniche, avanzando per ciascuna una proposta migliorativa. In particolare, le questioni affrontate sono cinque: (i) l’assenza, nell’elenco dei 21 principi contabili generali o postulati da rispettare nell’ambito del processo di formazione del bilancio, di una qualsiasi organizzazione gerarchica o logica; (ii) la particolare definizione di equilibrio economico, cui può concorrere l’utilizzo in via preventiva di riserve patrimoniali non vincolate; (iii) la funzione autorizzativa attribuita al budget economico; (iv) il ricorso a ratei attivi e risconti passivi per assicurare il rispetto del principio di competenza economica nella rappresentazione dei proventi relativi ai progetti e alle ricerche in corso finanziate o co-finanziate da soggetti terzi; (v) l’assenza di schemi di riferimento per la nota integrativa e la relazione sulla gestione. […]

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L’introduzione di un Performance Management System nell’Esercito Italiano

Nel corso degli ultimi trent’anni, il New Public Management (NPM) ha ispirato le riforme manageriali nel settore pubblico in tutto il mondo (OECD 2009). La valutazione delle performance e i sistemi di controllo gestionali sono stati i principali strumenti utilizzati dal NPM per aumentare l’efficienza e l’efficacia delle organizzazioni pubbliche (Hood 1991). Anche in Italia, i vari governi hanno adottato tale approccio, emanando diversi provvedimenti legislativi per promuovere la gestione delle performance. Nel presente lavoro si è utilizzato il framework proposto da Bouckaert e Halligan (2008) per analizzare e descrivere l’implementazione di un performance management system (PMS) all’interno dell’Esercito Italiano e per cogliere come determinati fattori abbiano contraddistinto tale processo organizzativo.

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Over the last thirty years, New Public Management (NPM) has inspired managerial reforms in public sectors worldwide (OECD 2009). Performance evaluation and managerial control systems have been the main instruments for the pursuit of efficiency and effectiveness in public organizations (Hood 1991). Successive Italian governments have embraced this theory and have enacted several laws to promote performance management. In this paper, we use the framework proposed by Bouckaert and Halligan (2008) to describe the implementation of a performance management system (PMS) in the Italian Army and to identify some critical factors that have characterized this organizational process.

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Key words: Performance measurement systems, Performance management, Management control

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Il lean thinking tra efficienza, efficacia e valore nell’azienda pubblica: il caso dell’azienda ospedaliera universitaria senese

Il contributo discute le potenzialità e le condizioni di applicabilità del Lean Thinking (LT) all’interno delle amministrazioni pubbliche (AP), presentando uno specifico caso in ambito sanitario. Le finalità perseguite con il lavoro sono due: a) mostrare come sia possibile applicare i principi e gli strumenti tipici del LT in settori di produzione di servizi pubblici; b) contribuire allo sviluppo di un framework teorico che possa essere di ausilio ai fini dell’individuazione e comprensione dei principali elementi di successo per una positiva e sostenibile implementazione dei principi e degli strumenti Lean nelle AP, con specifico riferimento al settore della Sanità analizzato in questo lavoro e in un’ottica di generazione di “valore pubblico”.

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This article focuses on the adoption of Lean Thinking (LT) in the public sector by presenting a specific case study of a health-care organisation. The objective pursued by this paper is two-fold: a) to show how LT principles and tools can be applied to public services; and b) to contribute to the development of a theoretical framework for the identification of key success factors in the useful and sustainable implementation of LT tools and principles in the public sector, with specific respect to health care and to the generation of “public value”.

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Key words: Lean thinking, Public management, Operations management, Health-care organizations

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La trasparenza delle istituzioni scolastiche attraverso l’uso del web

Il lavoro si pone l’obiettivo di indagare il grado di trasparenza raggiunto dagli istituti scolastici italiani attraverso i propri siti web istituzionali rispetto agli adempimenti normativi in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Si analizzano inoltre le motivazioni che sottostanno al mancato adempimento; i soggetti che, secondo le scuole, sono maggiormente interessati a reperire informazioni attraverso il web; le informazioni ritenute utili nei confronti dell’esterno da parte degli attori della scuola; i possibili strumenti utili a promuovere la trasparenza e l’accountability all’interno del settore scolastico. La ricerca si basa, oltre che sull’analisi della letteratura e delle normative italiane in materia di trasparenza, sui risultati di un’indagine pilota condotta tra le scuole italiane di primo e secondo grado, svolta attraverso la compilazione di un questionario telematico rivolto ai dirigenti scolastici dei diversi istituti.

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This paper aims to explore the degree of transparency achieved by Italian schools through their web sites, as compared with the regulatory requirements on web transparency by public administrations. The paper also analyses the reasons underlying the failure to meet such regulatory requirements; the user groups that, according to the schools, are more interested in finding information through the web; the information that school players consider to be useful for external stakeholders; and the possible instruments to improve transparency and accountability within the educational sector. The research relies on a literature review, an analysis of the Italian regulations on transparency, as well as a pilot survey conducted among primary and secondary schools using an electronic questionnaire addressed to head-teachers.

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Key words: Accountability of educational institutions, School transparency, Web transparency

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Editoriale

Il quarto numero del 2014 indaga alcune tematiche innovative e potenzialmente di grande rilevanza per la funzionalità del sistema pubblico, analizzandole nel contesto di varie tipologie di aziende pubbliche ed evidenziandone i punti di forza e di debolezza sotto il profilo sia concettuale sia applicativo. Nel primo articolo (La trasparenza delle istituzioni scolastiche attraverso l’uso del web), la tematica indagata riguarda le Information and Communication Technology (ICT), intese come opportunità per accrescere l’efficienza dei processi di produzione ed erogazione dei servizi pubblici, per migliorare quantità e qualità dei servizi offerti, ma anche per aumentare il livello di informazione e il grado di accountability dell’azienda pubblica. Tale tematica viene indagata nel contesto del settore scolastico, con specifico riferimento ai siti web istituzionali, che rappresentano ad oggi lo strumento maggiormente utilizzato per promuovere la trasparenza e l’accesso alle informazioni nelle pubbliche amministrazioni. Complessivamente, l’analisi rivela un quadro ancora abbastanza immaturo, in cui le potenzialità delle ICT vengono ampiamente riconosciute dagli operatori, parzialmente tradotte in prescrizioni normative, ma spesso trascurate nelle prassi applicative. […]

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La valorizzazione del patrimonio immobiliare quale leva strategica dei programmi Smart City

Il lavoro propone un modello d’analisi a supporto dei processi di gestione strategica del portafoglio immobiliare degli enti locali. Esso assume il vincolo della carenza di risorse finanziarie e inquadra queste scelte nell’ambito delle iniziative “Smart City”, che consentono di coniugare la valorizzazione di questi asset immobiliari con gli obiettivi di promozione dell’innovazione e della competitività del territorio.

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This paper provides a theoretical model aimed at supporting the decision-making process for public real estate portfolio management. In a context of enduring financial constraints, Local Governments could manage the aforementioned process under the framework of the “Smart City Initiatives”, in order to combine the valorization of public property with the promotion of competitiveness and innovation.

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La qualità della revisione negli enti locali italiani

Il tema della qualità della revisione negli enti locali è stato poco dibattuto in letteratura. Il contesto italiano appare interessante sia in considerazione del rilevante ruolo svolto dai revisori negli enti locali, sia per l’adozione di un sistema di contabilità finanziaria che ancora permane. Partendo dalla letteratura sul tema, l’articolo presenta i risultati di un’analisi empirica nella quale la qualità della revisione è stata posta in relazione con i risultati finanziari dell’ente e altre possibili determinanti. Secondo una prospettiva teorica, lo studio contribuisce alla letteratura in materia identificando le aree di maggior criticità per i revisori, nell’intento di supportare un sistema di audit che favorisca un miglior utilizzo delle risorse pubbliche. Sul piano operativo, individuando gli aspetti di maggior criticità, lo studio offre spunti di riflessione sia ai revisori sia al legislatore.

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The paper addresses audit quality in Italian Local Governments (ILGs). Italy is an interesting setting, not only because of the extensive role attributed to auditors, but also because ILGs still adopt a modified cash-based accounting system. Drawing from current audit quality literature, the paper presents an empirical analysis which investigates the relationship between audit quality on the one hand, financial performance and other potential determinants on the other. From a theoretical perspective, the paper adds new insights to the public sector literature by identifying the most critical areas for auditors. From a practical viewpoint, the paper provides some suggestions to both auditors and policymakers.

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Key words: Public sector auditing, Audit quality, Italian Local Governments

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Stakeholder management e governance locale: quale ruolo per il management pubblico?

L’articolo analizza in cinque diversi casi di governance locale: i) gli strumenti e i processi attivati per coinvolgere gli stakeholder nelle diverse fasi dello ‘stakeholder management’ ed ii) il ruolo svolto dal management pubblico. I casi studiati fanno riferimento a esperienze di co-consultazione, co-decisione, co-progettazione, co-produzione e co-valutazione. I risultati evidenziano che i processi di coinvolgimento degli stakeholder sono di tipo sia formale sia informale e che il coinvolgimento degli stakeholder possa portare alla creazione di nuove strutture istituzionali e/o organizzative. Inoltre, la ricerca evidenzia come il management pubblico mostri un orientamento proattivo al coinvolgimento degli stakeholder quando questo avviene nell’ambito del ‘service delivery’, mentre un orientamento burocratico quando questo avviene nell’ambito del ‘policy making’.

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The paper analyzes in five local governance case studies: i) the processes and tools employed for engaging stakeholders in different phases of the ‘stakeholder management cycle’ and ii) the role played by public managers. The case studies deal with experiences of co-consultation, co-decision, co-design, co-delivery and co-evaluation. Findings highlight that the processes for engaging stakeholders are both formal and informal and that new institutional and organizational arrangements can be created for managing stakeholders. Moreover, results show that public managers tend to play a proactive role when stakeholders are engaged for service delivery, whereas they tend to play a bureaucratic role when stakeholders are engaged for policy making.

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Key words: Stakeholder management, Public managers, Local governance

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Editoriale

Il terzo numero del 2014 dedica particolare attenzione alle Università. Come è ampiamente noto, infatti, le Università sono state recentemente interessate da una riforma globale che ne ha ridefinito governance e organizzazione interna, si è affiancata ad altri significativi cambiamenti in tema di ricerca e di didattica, ed è stata ancor più recentemente integrata da rilevanti interventi sul sistema contabile. Il primo articolo (Customer satisfaction, commitment, loyalty e implicazioni nella governance delle università: una ricerca esplorativa), in particolare, prende le mosse dalla crescente necessità, per le Università, di accrescere e consolidare la propria attrattività nei confronti degli studenti esistenti e potenziali. A tal riguardo, l’articolo prende in considerazione un sistema di relazioni abbastanza consolidato in letteratura (quello tra customer satisfaction, commitment e loyalty) e lo declina nello specifico contesto delle Università pubbliche italiane, anche allo scopo di evidenziare eventuali implicazioni manageriali. Significativa, nell’analisi svolta, è innanzi tutto la distinzione tra il commitment “affettivo” e quello “continuativo”, dove il primo fa riferimento alla dimensione emotiva, al senso di identificazione e al coinvolgimento nell’organizzazione, mentre il secondo è riconducibile a una dimensione più razionale, alla convenienza che l’individuo percepisce nel restare in relazione con l’organizzazione stessa. […]

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Il bilancio sociale nelle Università tra compliance formale e disclosure sostanziale. Un’analisi empirica nel contesto italiano

Lo studio, ponendosi nella prospettiva della crescente esigenza di accountability che caratterizza la realtà economico-aziendale, si concentra sulla rendicontazione sociale sviluppata dalle Università italiane. Obiettivo dell’analisi è comprendere se gli Atenei virtuosi (ossia, quelli che hanno predisposto continuativamente un bilancio sociale) abbiano fornito solo informazioni di carattere formale, per raggiungere scopi di mera legittimazione o, viceversa, abbiano, altresì, garantito una sostanziale coerenza e valenza dei contenuti informativi. La ricerca si avvale di una meaning oriented content analysis per un campione di bilanci sociali redatti da 7 Università per il periodo 2010-2012. I risultati evidenziano alcuni miglioramenti nel corso degli anni sebbene, al contempo, mostrino l’esistenza di una rendicontazione sociale che sconta tuttora annosi problemi di incoerenza ed è ancora troppo orientata verso la legittimazione formale piuttosto che verso una vera e propria volontà di instaurare un flusso di dialogo con le parti interessate.

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This study focuses on social reporting practices developed by Italian Universities, to find out if “virtuous” Universities (i.e., those that have prepared a social report each year) have provided only formal information, merely for legitimacy purposes, or rather have divulged a disclosure which is substantially consistent with stakeholder information needs. The research employs a meaning oriented content analysis for a sample of social reports continuously prepared by 7 Italian universities for the period 2010-2012. The findings highlight the persistence of long-standing problems of inconsistency, with disclosure still oriented towards formal legitimacy rather than a genuine desire to establish a flow of dialogue with stakeholders.

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Key words: University, Social reporting, Compliance

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Customer satisfaction, commitment, loyalty e implicazioni nella governance delle università: una ricerca esplorativa

Gli studi sul commitment sono stati utilizzati in diversi ambiti disciplinari e applicati a diversi settori per analizzare non solo aspetti connessi al governo delle risorse umane, ma anche problematiche connesse alle strategie aziendali. Il paper si propone di valutare le relazioni sussistenti fra customer satisfaction, commitment e scelte degli studenti in termini di fedeltà all’Università ( loyalty). Lo strumento di analisi utilizzato è un modello di equazioni strutturali testato su un campione di studenti dell’Università degli Studi di Salerno. Il lavoro supporta l’ipotesi che, anche nel campo universitario, il commitment (e in particolare il commitment affettivo) è una variabile connessa sia alla customer satisfaction che alla loyalty, divenendo chiaramente un importante elemento di cui tener conto nelle scelte di governo degli atenei.

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Commitment studies have been applied to several disciplinary fields and in various sectors in order to analyze elements related not only to human resource management, but also to business strategy issues. The paper aims to assess the relations existing between customer satisfaction, commitment, and student loyalty towards a University. The analysis is based on a structural equation model which has been tested on a sample of students from the University of Salerno. The study supports the hypothesis that commitment (especially affective commitment) is a variable connected with both customer satisfaction and loyalty, even in an academic contest. Commitment is thus confirmed to be an increasingly important element for university governance.

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Key words: Loyalty, University, Commitment

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Editoriale

Il secondo numero del 2014 è prevalentemente dedicato alle tematiche contabili, che rappresentano uno degli ambiti privilegiati di indagine degli aziendalisti pubblici. Il primo articolo (“Il processo di cambiamento del sistema contabile nelle università: aspettative, difficoltà e contraddizioni”) indaga le recenti innovazioni normative concernenti il sistema contabile delle università pubbliche, con particolare riferimento all’ introduzione della contabilità economico-patrimoniale. Avendo per oggetto l’università, la riforma non poteva non suscitare l’interesse degli accademici. A ciò, però, si aggiunge il fatto che, nell’ ambito del vasto e complesso processo di armonizzazione dei sistemi di contabilità e bilancio delle amministrazioni pubbliche italiane, le università rappresentano una significativa peculiarità. Regioni ed enti locali, infatti, manterranno un sistema di contabilità e bilancio a base finanziaria, seppur significativamente innovato nei principi, nei contenuti e nella struttura e affiancato per fini di rendicontazione da un sistema economicopatrimoniale. […]

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Il nuovo assetto di governance di SOGEI S.p.A. a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legge 95/2012

[Esperienze]

L’obiettivo del presente lavoro è quello di analizzare i mutati aspetti di governance di Sogei S.p.A., intervenuti a seguito dell’approvazione del Decreto Legge 95/2012, che ha previsto tra l’altro la scissione del ramo IT Consip in Sogei e il passaggio in capo a Consip dell’attività di acquisizione di beni e servizi per conto di Sogei. Tale intervento normativo ha visto ampliare la sfera di competenza della Società e il suo ruolo di partner tecnologico dell’Amministrazione Finanziaria, che ora va inquadrato in un ambito sempre più allargato. L’articolo analizza le criticità e le opportunità che tale nuovo scenario ha generato, anche alla luce della letteratura manageriale sul tema M&A.

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The aim of this article is to analyse the new aspects of governance of SOGEI SpA, after the restructuring of the activities of SOGEI and CONSIP. Following the approval of DL 95/2012, SOGEI has acquired the IT-division of CONSIP, while CONSIP has taken up the public procurement activities previously carried out by SOGEI. Following these provisions, SOGEI has expanded its role of main technological partner of the tax administration. The article examines the threats and opportunities that this whole new scenario implies for SOGEI, using the framework provided by the managerial literature on M&A.

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Key words: ICT, Governance, Restructuring, Regulation

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L’armonizzazione contabile negli Enti locali: primi risultati e considerazioni sulla sperimentazione nazionale

L’attuale situazione della finanza pubblica mostra un certo livello di inefficienza anche a causa degli strumenti che gli enti pubblici utilizzano per controllare i livelli di spesa. In particolare, un bisogno percepito come urgente è l’armonizzazione dei sistemi contabili di tutti gli enti pubblici. Il d.lgs. 118/2011 potrebbe essere la risposta a questo problema. Il decreto definisce principi contabili e nuovi schemi di bilancio che dovranno essere adottati al fine di garantire: consolidamento e trasparenza dei conti, efficienza nella gestione delle risorse e confrontabilità dei dati di bilancio. Il decreto prevede un periodo di sperimentazione dei contenuti della norma. La ricerca cerca di capire quali sono le principali criticità e opportunità riscontrate dagli Enti locali in fase di sperimentazione.

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The current situation of Italian public finances shows a certain level of inefficiency also because of the tools that public entities use to control expenditures and deficits. In this respect, a need that is perceived as urgent is the harmonization of accounting systems throughout all public entities. Decree 118/2011 could be the answer to this problem. The decree defines new accounting standards that pursue the following three objectives: accounting transparency and consolidation, efficiency in resource management and comparability of financial statement data. The research presented in this paper investigates the main problems and opportunities faced by public-sector organizations in the implementation of the new accounting standards.

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Key words: Public-sector accounting, Accounting reforms, Municipalities

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Bilancio pubblico e Public Governance: l’esperienza milanese del “Bilancio in Arancio”

Questo lavoro analizza l’esperienza del “Bilancio in Arancio” del Comune di Milano alla luce delle lenti concettuali della Public Governance, per indagare se esso possa rappresentare un documento utile a favorire una maggiore trasparenza e partecipazione dei cittadini. L’analisi dimostra che il bilancio per il cittadino può essere uno strumento di rendicontazione utile per rispondere ai fabbisogni informativi della cittadinanza e per motivare le difficili scelte che sempre più le amministrazioni pubbliche sono tenute ad adottare nell’ attuale periodo di crisi. Al tempo stesso, essa mostra le criticità connesse con un processo di formazione del bilancio da parte della cd. società civile, e la necessità di assicurare pluralismo e rappresentatività in questo tipo di esperienze.

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The paper analyses the experience of the “Bilancio in Arancio” in the Milan Municipality through the conceptual lenses of Public Governance, to investigate whether this tool can increase transparency and citizen participation. The study shows that popular reporting can help meet citizens’ information needs and justify the municipality’s choices in the face of the fiscal crisis. However, it also points out that, when popular reports are prepared by citizens and not by the relevant administration, it is necessary to ensure pluralism and representativeness in the process.

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Key words: Public governance, Popular reporting, Local governments

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Il processo di cambiamento del sistema contabile nelle università: aspettative, difficoltà e contraddizioni

L’articolo muove dall’assunto teorico che la contabilità non è solo una tecnica o una tecnologia, ma anche una pratica sociale e istituzionale e si avvale dei contributi dottrinali sui processi di cambiamento contabile delle pubbliche amministrazioni. Il contributo propone alcune riflessioni critiche sulle conseguenze della prossima adozione da parte delle università pubbliche di un sistema di contabilità e bilancio a base economico-patrimoniale. Come esempio emblematico della problematicità della transizione in atto, si esamina la relazione fra il risultato di amministrazione, rilevato dalla preesistente contabilità a base finanziaria, e il patrimonio netto, mettendo in evidenza le difficoltà a mantenere inalterato il sistema dei vincoli che caratterizzava il precedente regime contabile.

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The article is supported by the doctrinal contributions on the change processes of public accounting and is based on the theoretical assumption that accounting is not just a technique or technology, but also a social and institutional practice. The paper proposes some critical reflections on the implications of the forthcoming adoption by public universities of an accrual-based system of budgeting and accounting. As a symbolic example of the problematic nature of this adoption, the paper examines the relationship between the projected cash balance, as quantified by the (commitment-based) budgetary accounting approach used in the previous accounting regime, and equity, highlighting the difficulties of maintaining the system of constraints that characterized the old accounting regime.

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Key words: University, Accrual accounting, Equity

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Bilancio di genere e sue implicazioni. I casi di Bologna e Forlì

In Italia il fenomeno dell’analisi di genere dei bilanci pubblici ha adottato, in linea con la tendenza internazionale, la forma della rendicontazione a consuntivo (gender auditing). Non mancano però alcuni tentativi di realizzare dei bilanci di previsione “gender-sensitive”, anche se gli impatti di tale trasformazione sono ancora poco studiati. Attraverso l’analisi qualitativa (con analisi documentale e svolgimento di interviste) di due amministrazioni comunali (Bologna e Forlì) che stanno sperimentando il passaggio dal gender auditing al gender budgeting, il presente contributo intende dar conto di quali siano le implicazioni rilevanti per l’attuazione del bilancio di genere in Italia. Tali implicazioni (strategie) vogliono rappresentare un framework guida per sviluppi successivi.

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Consistent with international trends, Italian gender-focused analyses on government accounting have generally focused on gender auditing. Some attempts have been made to produce “gendersensitive” budgets, but the effects of these initiatives have so far been scarcely investigated. The aim of this paper is to produce knowledge about the possible strategies for the introduction of gender budgeting. To this end, a multiple case study analysis was conducted in two Italian municipalities (Bologna and Forlì) which are experimenting the transition from gender auditing to gender budgeting. Tape-recorded interviews and documental analyses were used to gather empirical evidence. Results provide a useful framework for future developments.

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Key words: Gender sensitive budget, Gender accountability

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Il ruolo del Bilancio Sociale nelle Università pubbliche italiane: una riflessione sullo stato dell’arte

Il paper intende indagare sull’adozione del Bilancio Sociale nelle Università pubbliche italiane, con l’obiettivo, in particolare, di ricostruirne lo stato dell’arte e di riflettere sul possibile ruolo di tale documento nel superamento della crisi di legittimazione che sta caratterizzando il sistema universitario italiano. Per raggiungere tale obiettivo l’articolo analizza 30 Bilanci Sociali realizzati da 15 Atenei pubblici negli ultimi anni. I risultati emersi evidenziano che le indubbie potenzialità del Bilancio Sociale non sono pienamente sfruttate dalle Università italiane soprattutto in termini di apertura verso il complesso dei propri stakeholder.

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This paper aims to investigate the adoption of Social Report by Italian public Universities. Specifically, the aim is to provide the state of the art and explore the potential role of Social Report in supporting public Universities to overcome the gap of legitimacy they are currently facing in Italy. To address these issues, we rely on the analysis of 30 Social Reports drawn up by 15 Italian Universities in the last years. Evidence shows that Italian Universities do not fully exploit the potentialities of Social Report to communicate with their stakeholders.

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Key words: University, Social Report, Legitimacy

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L’applicazione del d.lgs. 150/2009 negli enti locali tra opportunità e rischi. L’esperienza del Comune di Livorno

Il tema della misurazione delle performance è ormai da tempo centrale anche nel settore pubblico, tuttavia, sia a livello nazionale che internazionale, viene sottolineato lo stadio di sviluppo ancora non particolarmente evoluto piuttosto elementare dei sistemi di misurazione. L’emanazione del d.lgs. 150/2009 ha indubbiamente rappresentato l’occasione per “rivitalizzare” l’attenzione sul tema che, nella visione del legislatore, viene affrontato ricomponendo a sistema una serie di valori che erano già presenti nelle riforme precedenti. Obiettivo del lavoro è quello di individuare, mediante l’analisi di un caso sulla base degli approcci teorici e delle prassi più evolute, quali siano alcune delle possibili condizioni e le soluzioni tecniche affinché l’applicazione del decreto 150/2009 possa costituire fattore di reale cambiamento nei processi di programmazione, controllo e valutazione delle performance.

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Performance measurement has taken on a central role also in the public sector. Nevertheless in both the national and the international context, the ongoing debate underlines that measurement systems are still at a basic stage of development. The issue of legislative decree n.150/2009 undoubtedly has represented an opportunity to “revive” interest in this subject which, from the legislator’s point of view, involves reconstructing a set of values that had already been introduced in earlier reforms. The aim of this paper is to identify, through the analysis of a case study using the most advanced theoretical approaches and practices, the conditions and technical solutions that would allow the application of decree 150/2009 to be a real driver of change in the processes of planning, control and evaluation of performance.

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Key words: Performance measurement and evaluation, Local government

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Un approccio gattopardiano alle riforme: il caso del governo centrale italiano

Il presente lavoro si propone di discutere se e come le idee di New Public Management (NPM) e Public Governance (GOV) abbiano sostituito o integrato quelle tradizionali legate al paradigma di Pubblica Amministrazione (PA) analizzando, mediante una discourse analysis, il caso delle riforme contabili pubbliche italiane negli ultimi due scorsi decenni. Nonostante vi siano stati numerosi tentativi di introdurre logiche e strumenti di tipo NPM e GOV, i risultati evidenziano una sostanziale stabilità delle logiche PA. Il complessivo processo di riforma analizzato sembra lontano da un’evoluzione lineare verso un modello manageriale o di governance. Inoltre, più che una sostituzione di idee nel tempo, l’analisi mostra la coesistenza di molteplici discorsi con una significativa e duratura prevalenza del tradizionale modello di PA. I risultati suggeriscono che NPM e GOV, lungi dall’essere nuovi paradigmi rivoluzionari, possono essere descritti come tendenze (o mode) che non lasciano una traccia significativa nella retorica delle riforme.

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The paper explores, through a discourse analysis of the main Italian Central Government accounting reforms documents over the last two decades, whether and how New Public Management (NPM) and Public Governance (GOV) arguments replaced, supplemented or integrated traditional Public Administration (PA) ideas. The findings highlight a substantial stability of PA arguments, notwithstanding the multiple attempts at introducing more NPM- and GOV-like accounting ideas and tools. In Italy, the overall reform process analysed seems far from being linearly evolving towards managerial or governance models. The analysis shows that, more than a replacement of ideas over time, there has been the coexistence of multiple discourses with a lasting and significant predominance of the traditional PA one. The results suggest that NPM and GOV, far from being new revolutionary paradigms, can be described as (more or less) fashionable trends that do not leave a significant trace either in the practice or in the rhetoric of reforms.

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Key words: Reforms, Central government budgeting, Public sector accounting, Discourse analysis, NPM, Public Governance, Public Administration

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Editoriale

Il primo numero del 2014 trova il proprio filo conduttore nell’evoluzione dei “paradigmi” o “modelli” di pubblica amministrazione. Negli ultimi decenni, il (presunto) passaggio dal paradigma burocratico di pubblica amministrazione a quello di New Public Management (NPM) e, più recentemente, a quello di Public Governance è stato oggetto di un intenso dibattito non solo tra gli accademici, ma anche tra i policy-maker e tra gli operatori. Il NPM, in particolare, ha generalmente dominato le idee di riforma del settore pubblico a livello internazionale nel corso degli anni Novanta e all’inizio del XXI secolo, pur assumendo sfumature diverse in periodi diversi e in diversi Paesi. Un numero crescente di studiosi ha analizzato il contenuto delle riforme, individuando tendenze comuni o differenze; ha evidenziato i fattori di contesto che possono aver influenzato gli elementi di convergenza e di divergenza delle riforme stesse; ha provato, soprattutto negli ultimi anni, a formulare valutazioni di impatto. L’entusiasmo iniziale, tuttavia, si è progressivamente ridotto nel tempo, senza peraltro che si consolidasse un consenso né sullo stato dell’arte, né sui presumibili sviluppi futuri. Per alcuni, il NPM è “morto”; altri ne riconoscono la portata innovativa senza considerarlo, tuttavia, un vero e proprio paradigma; per altri ancora, invece, il NPM resta, a torto o a ragione, il paradigma dominante. […]