Brevi considerazioni sui mutamenti in atto nei sistemi di contabilità pubblica

Anteprima

Il contributo si propone di fornire una prima analisi teorica del processo di armonizzazione contabile che interessa le amministrazioni pubbliche (AP) italiane. Per conseguire tale finalità, dopo un sintetico richiamo alle disposizioni normative, anche costituzionali, che disciplinano la materia, si cerca di verificare se e in quale misura la proposta riformatrice possa effettivamente ricondursi al concetto di “armonizzazione contabile” così come, da tempo, definito dalla dottrina ragionieristica italiana e internazionale. La tesi fondamentale dell’articolo è che richiedendosi una completa uniformazione dei sistemi di contabilità e bilancio, il Legislatore sembra orientare tutte le AP non verso l’armonizzazione né verso la standardizzazione, quanto piuttosto verso l’unificazione contabile. Tale prima conclusione è foriera di rilevanti conseguenze sul piano teorico posto che, per un verso, si opta per una soluzione non propriamente ispirata alla cultura contabile dei Paesi che tradizionalmente hanno adottato modelli istituzionali, fiscali e amministrativi di matrice federale e, per l’altro, tale scelta sembra assunta più per necessità di tipo classificatorio e statistico che aziendale e manageriale. Pertanto, l’orientamento assunto dal legislatore distingue il caso italiano rispetto alle esperienze, ormai consolidate, di molti altri Paesi. Altrove i processi di riforma della contabilità pubblica si spiegano soprattutto col tentativo di assegnare al sistema di contabilità e bilancio la funzione di accrescere la razionalità economica dei processi decisionali e di valutazione nelle e delle AP tentando di rafforzare il binomio autonomia/responsabilità per i risultati, profili che nel nostro caso restano sullo sfondo.

______________________________________

The paper aims at providing a preliminary theoretical analysis of the accounting harmonization process involving the Italian Public Administrations (IPA). To achieve this objective, after a short review of the laws regulating the matter, the paper tries to determine whether and to what extent the proposed reform would actually be reconcilable to the concept of “accounting harmonization” as traditionally defined by the Italian and International accounting doctrine. The fundamental thesis of the article is that, since the Legislator asks for a complete uniformity of the budget, accounting and reporting systems, it seems to direct the entire IPA not towards accounting harmonization but rather towards accounting unification. This first conclusion is fraught with serious consequences from a theoretical perspective since, on the one hand, the legislature opts for a solution not exactly inspired by the accounting culture of the countries that traditionally have used institutional, fiscal and administrative models of federal kind and, for the other, this choice seems satisfying more statistical and classification necessities than managerial ones. Therefore, the direction taken by the legislature makes the Italian case quite different from the well-established experiences of many other countries. Elsewhere the reform processes of public accounting are explained mainly by the attempt to assign to those measurement systems the function to increase the rationality of economic decision-making and evaluation processes both in and of the PA, trying to strengthen both the autonomy and the responsibility for the performance, profiles which in our case remain in the background.

_

Key words: Public-sector accounting, Accounting reforms, Accounting harmonization

Bibliografia
  1. Beltrami A. (2011), “L’armonizzazione dei sistemi contabili alla luce della riforma federale”, Rapporto IFEL 2010, Roma.
  2. Burns T., Stalker G.M. (1994), The management of innovation, 3a ediz., Oxford: Oxford University Press.
  3. Campedelli B. (1992), Ragioneria Internazionale, Torino: Giappichelli.
  4. Cañibano L., Mora A. (2000), “Evaluating the statistical significance of “de facto” accounting harmonization: A study of European global players”, European Accounting Review, 9(3), pp. 349-370.
  5. Canziani A., Camodeca R. (2010), Il bilancio dello Stato nel pensiero degli aziendalisti italiani 1880-1970, paper n. 100, Università degli Studi di Brescia, Dipartimento di Economia Aziendale.
  6. Catturi G. (2003), L’azienda universale, Padova: CEDAM.
  7. Di Pietra R. (2005), La comunicazione dei comportamenti aziendali mediante i dati contabili, Padova: CEDAM.
  8. Giovanelli L. (a cura di) (2006), Contabilità di stato e sistema europeo dei conti (Sec95) nella prospettiva comunitaria, Milano: Giuffrè.
  9. Guthrie J., Olson O, Humphrey C. (1999), “Debating developments in New Public Financial Management: The limits of global theorising and some new ways forward”, Financial Accountability & Management, 15(3-4), pp. 209-228.
  10. Jones R. (1992), “Learning from James M. Buchanan: Challenges for national government accounting”, Research in Governmental and Nonprofit Accounting, 7, pp. 147-157.
  11. McLeay S., Neal D., Tollington T. (1999), “International standardisation and harmonisation: A new measurement technique”, Journal of International Financial Management and Accounting, 10(1), pp. 42-70.
  12. Mussari R. (2010), Economia delle amministrazioni pubbliche, Milano, McGraw Hill.
  13. Pavan A. (2007), “Linguaggi contabili pubblici nell’Italia del federalismo fiscale”, Azienda Pubblica, 20(4), pp. 631-652.
  14. Perrone E. (1992), Il linguaggio internazionale dei bilanci, Padova, CEDAM.
  15. Viganò E. (1991), “La ragioneria internazionale. Natura, contenuto, metodo”, Rivista dei dottori commercialisti, 42(5), pp. 797-820.